Atletica, exploit di Isabel Mattuzzi e Lorenzo Dini ai campionati italiani dei 10.000 metri

La trentina dell'Us Quercia Trentingrana e il toscano delle Fiamme Gialle si sono imposti a Monselice. Protagonista della giornata anche il progetto #Uncuorecremisi delle Fiamme Oro Atletica della Polizia di Stato

La trentina Isabel Mattuzzi, vincitrice tra le donne (foto Calore/Fiamme Oro)

Sono Isabel Mattuzzi (Us Quercia Trentingrana, 32:36.50) e Lorenzo Dini (Fiamme Gialle, 28:51.99) a vincere i Campionati italiani dei 10.000 metri organizzati dalle Fiamme Oro, in una giornata quasi invernale, a Monselice, in provincia di Padova. Sulla nuova pista veneta i due azzurri si affermano con margine, in una manifestazione che assegna anche i titoli under 23 a Michela Cesarò (Carabinieri) e Dario De Caro (Cus Torino).

Donne

A Monselice le condizioni meteo sono difficili: la leggera pioggia è accompagnata da una temperatura intorno ai 10° e a folate di vento. La lotta per la maglia tricolore si offre come un duello tra Isabel Mattuzzi (Us Quercia Trentingrana) - immediatamente alle calcagna di Lena Jerotich sul piede dei 3:15 al chilometro - e la maratoneta veneziana Giovanna Epis (Carabinieri), tornata alla pista dopo il 2h29:11 nella maratona di Rotterdam. Insegue un gruppetto formato dalla siciliana Federica Sugamiele (Caivano Runners), dalle piemontesi Sara Brogiato (Aeronautica) e Michela Cesarò (Carabinieri), Rebecca Lonedo (Atl. Vicentina) e dalla trentina Federica Dal Ri (Esercito). Il terzetto alla testa della corsa prosegue compatto fin quasi al giro di boa dei 5 km, quando Epis comincia ad perdere visibilmente metri sul duo di testa. Jerotich-Mattuzzi proseguono regolari, ma la 24enne di Rovereto incalza da vicino la keniana fino a rompere gli indugi al settimo chilometro, quando stacca con apparente facilità la portacolori dell’Atletica 2005. È l’azione decisiva per la vittoria finale, conquistata da una Mattuzzi ancora in spinta in 32:36.50 con oltre un minuto di progresso. Seconda italiana di sempre sui 3000 siepi, quest’anno seconda alla Festa del Cross de La Mandria, l’azzurra lo scorso weekend ai Societari assoluti di Bolzano aveva portato il personale sui 5000 metri a 15:53.89. Giovanna Epis, tornata in pista a un anno dal 33:14.71 della Coppa Europa di Londra, nonostante un calo nei chilometri finali mantiene il secondo posto in 33:28.75, davanti alla pugliese Maria Chiara Cascavilla (La Fratellanza 1874 Modena, 34:09.53) e a Rebecca Lonedo (34:27.83). Titolo promesse alla piemontese Michela Cesarò in 35:23.27.

Uomini

La partenza della gara maschile si accompagna a un peggioramento delle condizioni meteo, con la pioggia che diventa insistente e un abbassamento della temperatura. Lorenzo Dini (Fiamme Gialle), che nel 2018 ha portato il personale a 28:30.01 nella Coppa Europa di Londra, si delinea già nelle fasi iniziali come il protagonista della corsa, ma dopo il 14:20 ai 5 km i passaggi si appesantiscono rispetto alle previsioni. Dietro di lui Nekagenet Crippa (Trieste Atletica), bronzo con la squadra azzurra agli Europei di cross, e Italo Quazzola (Atl. Casone Noceto), 28:48.89 a Milano, lottano per il posto d’onore. Il livornese fa segnare 23:04 quando mancano due chilometri alla fine e la pioggia è ormai insistente. Chiude abbastanza affaticato in 28:51.99. Dietro di lui Neka Crippa in 29:24.47 respinge l'attacco di Quazzola rientrante nel finale (29:38.56). La maglia di campione under 23 va a Dario De Caro (Cus Torino) con 29:41.42. «Avrei voluto attaccare il mio primato personale - racconta Dini - ma le condizioni meteo sono state davvero difficili per una giornata di metà maggio. Spero di esordire in maratona entro fine anno, ma intanto voglio migliorare i miei primati personali sui 3000 e 5000 in pista, magari già il mese prossimo, e guadagnarmi la maglia azzurra nella Coppa Europa di luglio. Intanto festeggio il mio primo titolo italiano assoluto».

#Uncuorecremisi

La giornata si è aperta alle ore 10 con il progetto inserito di recente all’interno di #Uncuorecremisi, la crescita etica oltre a quella sportiva, il contenitore delle Fiamme Oro Atletica della Polizia di Stato per diffondere i valori sportivi e civici. Al laboratorio Run+Argos Lab ha partecipato una ventina di persone, molti già runners, intenzionati ad acquisire nuove informazioni e tecniche per migliorare le proprie performance sportive. Sostenuto da Argos Connect Energy, il workshop si è svolto con la collaborazione organizzativa della Asd Scuola italiana running e si è protratto ben oltre al tempo inizialmente previsto, proprio per il grande interesse manifestato dal pubblico. Molte le domande poste ai tre coach: Giacomo Leone, ultimo italiano ad aver vinto la maratona di New York, nel 1996; Alessandro Briana, tecnico specialista del running e allenatore top runner; Franco Marangoni, esperto dell’abbigliamento tecnico e accessori del running. «Il circolo virtuoso della corsa – ha detto Leone – inizia quando ci si accorge che andare a correre significa sentirsi bene. Ci vuole disciplina, ma bisogna anche essere pronti ad adattarsi ai cambiamenti: ad esempio se piove, può essere preferibile scegliere di spostare l’allenamento in palestra». L’allenamento diventa così un momento di gioia e di introspezione che va adeguatamente costruito: «La progressione e la continuità sono gli ingredienti immancabili per non infortunarsi e per continuare a costruire i miglioramenti necessari per raggiungere i propri obiettivi, siano essi di tipo agonistico o di benessere», ha aggiunto Briana. Fondamentale sempre, anche per chi ha già percorso moltissimi chilometri, la scelta attenta di due strumenti imprescindibili: i calzini da running e le scarpe. «Si parte dall’appoggio del piede – riassume Marangoni -, ma ora si controlla anche come tutto il corpo “sta” sopra al piede e da questa valutazione si procede poi a individuare il modello di scarpa più adatta, anche in relazione al peso e al tipo di allenamento che si vuole affrontare. La tecnologia cambia in continuazione e negli ultimi anni ha avuto una grande evoluzione: per continuare a trovare soddisfazione nel running, è importante fare le scelte giuste, sempre». Ai partecipanti sono stati raccontati aneddoti e consegnati piccoli consigli: «Soprattutto per i principianti, può essere utile dotarsi di un cardiofrequenzimentro – concordano i tre coach -, non solo per evitare i condizionamento psicologico del rapporto tra tempo e distanza, ma anche per imparare a calcolare il tempo da sé: poiché ascoltarsi è importantissimo nella corsa, una buona idea potrebbe essere quella di fare qualche allenamento in pista e provare a indovinare quanto tempo ci si è impiegato a percorrere un chilometro». L’allenamento diventa in questo modo un momento da costruire su misura, sulla base delle proprie scelte e della propria disponibilità, anche di tempo.

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