Calcio Dilettanti: stop alle attività nazionali, ecco lo scenario in regione

Il Consiglio Direttivo della L.N.D. ha inoltre ipotizzato la ripresa degli allenamenti a partire dal 4 dicembre per un periodo (due settimane almeno) che possa garantire una idonea ripresa tecnico / fisica

Venerdì 13 novembre si è svolto in video conferenza il Consiglio Direttivo della Lega Nazionale Dilettanti che ha affrontato, tra gli altri, il tema della prosecuzione e completamento della stagione sportiva 2020/2021. Ferme restando nuove eventuali disposizioni governative alla scadenza del D.P.C.M. in vigore sino al 3 dicembre p.v., il Consiglio Direttivo ha assunto importanti decisioni che intendono privilegiare la conclusione dell’attività nel territorio, quali:

• Annullamento della Fase Nazionale di Coppa Italia Dilettanti
• Annullamento degli spareggi nazionali delle seconde classificate di Eccellenza
• Annullamento della Fase Nazionale del campionato Juniores
• Annullamento dei Tornei delle Regioni di calcio a 11 e di calcio a 5

Il posto da assegnare alla vincitrice della Fase Nazionale di Coppa Italia e i 7 posti dedicati alle società (seconde classificate) vincitrici gli spareggi nazionali verranno individuati in base ad una graduatoria che valuterà determinati criteri e che sarà resa nota quanto prima.

Dilettanti

Il Consiglio Direttivo della L.N.D. ha inoltre ipotizzato la ripresa degli allenamenti a partire dal 4 dicembre per un periodo (due settimane almeno) che possa garantire una idonea ripresa tecnico / fisica. Spazio poi destinato ai recuperi con lo scopo di riallineare l’attività anche per garantire la regolarità dei Campionati. Si passerebbe quindi alla ripresa dei Campionati stessi.

C.R. Veneto

«Appare evidente che con l’annullamento dell’attività nazionale e la possibilità di proseguire, prevedendo in tal senso una deroga, anche oltre il 30 giugno, si liberano spazi utili per nuovi scenari che saranno concordati con le società con modalità che saranno presto stabilite. Ovvio che ogni scenario appare subordinato all’evolversi di questa pandemia. Si coglie altresì l’occasione per ribadire che il C.R. Veneto intende continuare a rispondere alle varie richieste di società, che propongono iniziative e/o soluzioni, per il tramite dei propri mezzi istituzionali che sono principalmente rappresentati dai C.U. e dai Comunicati Stampa. Il C.R. Veneto ha riconosciuto, da sempre, il grande sforzo economico messo in atto dalle società affiliate per rispettare i vari protocolli, e a garantire la salute dei propri atleti. Ed è intervenuto, per quanto possibile, nel contribuire sostanzialmente a tale impegno. In tal senso con il prossimo C.U. saranno evidenziati, si spera in modo esaustivo, i diversi interventi. Richieste che riguardano Protocolli Sanitari, ovviamente esulano dalle competenze del C.R. Veneto, anche se l’argomento è stato oggetto di ampia discussione in sede dell’ultimo Consiglio Direttivo Nazionale dove si sono chieste applicazioni idonee ed economicamente sostenibili per le società dilettantistiche», spiegano in una nota Il Presidente, Giuseppe Ruzza e  il Segretario, Alessandro Borsetto. «Pare interessante e percorribile - concludono - la richiesta di alcune società in merito ad un ampliamento delle prestazioni offerte dall’attuale polizza assicurativa (per test COVID) che andrebbe ad aggiungersi alle già approvata tutela legale per provvedimenti riferentesi a questa emergenza. In attesa di incontrare tutte le Società per stabilire assieme le soluzioni attuative, si è a ricordare l’assoluta disponibilità al confronto che deve essere sempre costruttivo, consapevoli che le società proponenti ne hanno pieno diritto».

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