«Sette anni fa tanto scetticismo, oggi siamo campionesse»: le Bomberine premiate in Comune

Bonavina: «Quando ai calciatori del Padova abbiamo dato la medaglia come segno di ringraziamento della città dopo la promozione in B, queste sono finite appese a degli alberi. Sono certo voi saprete dare il giusto valore a quello che invece rappresenta»

La premiazione delle Bomberine in Comune

49 partite ufficiali giocate, 45 vinte, 2 pareggiate e 2 perse. Gol fatti 262, gol subiti 63, i titoli vinti uno dopo l’altro sono la logica conseguenza di un percorso trionfale. Nell’ordine, le Bomberine, sono campionesse regionali del Veneto e campionesse d’Italia. Silvia Voltan, bomber certificato delle Bomberine, ha conquistato il titolo di capocannoniere regionale e nazionale. Una stagione da urlo, insomma.

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Accolte dagli assessori Antonio Bressa e Diego Bonavina, sono state omaggiate con targhe, medaglie e soprattutto un elogio pubblico a un team che nasceva sette anni fa e che allora era difficile prevedere che si sarebbe arrivati a questi livelli. Ma qualcuno invece evidentemente ci credeva, coloro che hanno lavorato per rendere la squadra quello che è oggi. 

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L'assessore Diego Bonavina, oltre ai grandi elogi e il piacere di premiare le calciatrici e tutta la dirigenza, dopo aver consegnato le medaglie in segno di affetto e riconoscenza da parte dell'amministrazione e quindi a nome della città, ha chiosato raccontando un aneddoto. Per chi conosce l'assessore allo sport come chi segue le vicende delle cronache cittadine, non si è avvertito nelle sue parole un fare polemico, ma piuttosto amarezza: «Quando ai calciatori del Padova abbiamo dato la medaglia come segno di ringraziamento della città dopo la promozione in B, queste sono finite appese a degli alberi. Sono certo voi saprete dare il giusto valore a quello che invece rappresenta». Inutile dire che tutte le atlete presenti hanno risposto con un applauso apparso molto spontaneo e sincero. 

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A parte questo momento, il resto della cerimonia è stata una festa. Una cerimonia informale ma ufficiale, com'è stato ribadito più volte. «Neppure quando ha vinto il rugby lo scudetto c'erano così tanti giornalisti», ha scherzato poi l'assessore. Foto di rito e poi davvero tante interviste, l'attenzione oggi è tutta per loro. In un mondo in cui le donne fanno ancora fatica a farsi spazio anche nella professione, anche se evidentemente passi se ne fatti, lo raccontano tutte che all'inizio nessuna le prendeva tanto sul serio. E invece. Come diceva un vecchio slogan, "il calcio è di chi lo ama". 

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