Gli spalti vuoti, le maglie degli ultras, i “botti” finali: cronaca di un'atipica Padova-Sambenedettese

Vi raccontiamo il “dietro le quinte” della partita giocata martedì 30 giugno e valevole per il primo turno dei playoff di serie C

Il riscaldamento dei giocatori biancoscudati con le maglie degli ultras (foto Calcio Padova)

Ore 19.30 di martedì 30 giugno, Stadio Euganeo di Padova: tra poco più di un'ora verrà dato il calcio d'inizio di una partita che non potrà essere come tutte le altre. E basta guardarsi intorno per capirlo: il container degli accrediti, solitamente già pullulante di gente, è desolatamente chiuso. Macchine nel parcheggio: zero. Ed è solo l'inizio.

Stadio Euganeo

Si gioca Padova-Sambenedettese, sfida valevole per il primo turno dei playoff di serie C. Di quelle che solitamente attirerebbero tifosi su tifosi. C'è un problema, però: si chiama Coronavirus, e a causa sua ogni contesa calcistica tra squadre professionistiche si gioca a porte chiuse. L'unico “spiraglio” è concesso a giornalisti, alte cariche dirigenziali delle due squadre e giocatori non convocati per infortuni o squalifiche. Per entrare bisogna seguire determinate regole, tra cui la presentazione di un'autocertificazione in cui si garantisce l'assenza di sintomi da Covid-19 negli ultimi 15 giorni e la misurazione della temperatura. Risultato: 36.0 gradi, possiamo entrare. La capienza della tribuna stampa è ridotta al minimo sindacale, e oltre a sedersi a debita distanza bisogna anche tenere la mascherina per tutto il tempo. Entrano le squadre in campo per il riscaldamento, accompagnate da una musica che suona quasi beffarda: i biancoscudati sciolgono i muscoli indossando una maglietta realizzata dagli ultras con la scritta “Con Voi!”, a significare che anche se assenti loro saranno sempre al loro fianco, anche a porte chiuse.

Partita

Al fischio d'inizio ci guardiamo intorno e contiamo in quanti siamo: una settantina a farla grande, e inserendo nel computo totale anche gli steward. In poche parole il tasso di desolazione sale di minuto in minuto, e la partita non aiuta visto che tra caldo e primo match ufficiale dopo quattro mesi e mezzo la condizione non può certo essere quella dei giorni migliori. Ma il Padova regge, e basta uno 0-0 per passare il turno. Le urla di gioia della panchina biancoscudata squarciano il silenzio, e dopo qualche secondo dalla Favelas (luogo di ritrovo dei suddetti ultras, situata a meno di 100 metri dallo stadio) si sentono scoppiare dei petardi, per festeggiare il dolce pareggio. Il tutto finisce circa mezz'ora dopo il triplice fischio, con i giornalisti ancora in tribuna per la conferenza stampa via Zoom di mister Mandorlini, in collegamento dalla zona spogliatoi. Chiamarlo “calcio” è davvero difficile...

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