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Cittadella, Andrea Tessiore: «Marchisio, un idolo! Mister Di Donato mi ha consigliato di venire qui»

Il nuovo acquisto granata si presenta e non vede l'ora di mettersi alla prova in Serie B

Modello calcistico? Claudio Marchisio. Hobby fuori dal campo? Il pianoforte e le canzoni di Ludovico Einaudi. Anche se non è da questi particolari che si giudica un uomo e un calciatore, di certo fanno capire come Andrea Tessiore, secondo acquisto estivo del Cittadella, ha le idee chiarissime. Mezzala sul campo, papà della piccola Lavinia di 9 mesi nella vita quotidiana. In entrambi i casi ruoli di grande responsabilità, un po' come il contratto firmato nella giornata di martedì «Tre anni più due di opzione», sottolinea l'ex capitano della Sampdoria Primavera con un certo orgoglio. 

È vero che già l'anno scorso il tuo nome era in orbita Cittadella?  «Esatto, c'era stato qualche contatto, ma avevo ancora un anno di contratto al Latina. Quest'anno sono andato a parametro zero e siamo riusciti a far combaciare la cosa».

Come è nato il secondo round della trattativa e che cosa ti ha convinto nel progetto Cittadella? «È nato tutto nelle ultime due settimane, dopo la chiusura dell'affare Carissoni. Oltre al salto di categoria, mi hanno convinto le parole di Giraudo e mister Di Donato. Con il primo ho giocato assieme a Pesaro (tra il 2018 e il 2020 ndr.), lo stimo molto e siamo molto amici. Di Donato, che mi ha allenato nelle Marche e a Latina, lo voglio ringraziare tantissimo perché è stata la persona che mi ha fatto crescere maggiormente come calciatore e persona nella mia vita. Soprattutto mister Di Donato mi ha confermato che Cittadella è la piazza ideale per chi ha voglia di dimostrare il suo valore come il sottoscritto».

Oltre a Giraudo, conosci altri giocatori in rosa? «Ho affrontato spesso Antonucci in Primavera e poi ovviamente Carissoni».

Hai già parlato con il direttore generale Marchetti e con mister Gorini? «Con il direttore Marchetti si, mentre con Gorini non l'ho ancora incontrato».

Sei un centrocampista, ma la tua posizione ideale qual è? «La mia posizione ideale è la mezzala, in ogni sistema di gioco. Destra o sinistra è indifferente. In tante occasioni ho fatto anche il trequartista, quindi mi adatto alle esigenze della squadra».

Come ti descrivi tecnicamente come giocatore? «Mi piace venire a prendere il pallone e voglio essere sempre al centro del gioco. Negli ultimi anni sono migliorato in fase di non possesso, aggiungendo anche la quantità, oltre alla qualità».

Il Cittadella ha uno stile di gioco riconoscibile, con le mezzali che si inseriscono molto. «Lo so e devo lavorare molto su questo aspetto. Ho i tempi di gioco, ma ogni tanto mi manca andare "dentro". Ci lavorerò per migliorare».

Il tuo idolo calcistico chi è? «Claudio Marchisio, mezzala in grado di fare entrambe le fasi. Marchisio mi è sempre piaciuto dal punto di vista tecnico. Purtroppo non l'ho mai conosciuto».

Anche tuo padre giocava a calcio, se non erro. «È vero, ha giocato fino in Serie D, ma poi ha scelto di fare altro. Mi hanno detto che era molto bravo, ma non l'ho mai visto!»

Ultimi giorni di vacanza, prima di riprendere. «Ora mi trovo a Pesaro dalla mia ragazza. Abbiamo una bimba di nove mesi di nome Lavinia. Stiamo già cercando casa a Cittadella e l'asilo nido per la piccola». 

Qualche hobby extra-calcistico? «Mi piace suonare il pianoforte, perché Papà è un musicista. Suono a casa per conto mio. Mi piacciono i brani moderni, in particolare uno di Einaudi ma non voglio svelare il nome del pezzo». 

Squadra del cuore? «Ero simpatizzante del Milan, ma sono stato 10 anni nel settore giovanile della Sampdoria, quindi dico Samp».

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