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Domenica, 25 Febbraio 2024
Calcio

Cittadella, Stefano Marchetti: «Mi godo queste soddisfazioni! Mi piacerebbe averle anche alla fine...»

Tre vittorie di fila per la squadra di Gorini e per il direttore generale granata è importante gestire l'euforia dell'ambiente, conscio del momento: «Il salto di qualità che sento dobbiamo fare, è nella gestione delle vittorie»

Al fischio finale si è levato un bel peso anche lui, Stefano Marchetti. D'altronde tre vittorie di fila da queste parti non si vedevano d'aprile-maggio 2021. Sulla panchina c'era Venturato e come vice quel Edoardo Gorini, attuale tecnico granata, che al terzo anno da head coach - a proposito di tre -  sta dimostrando di avere fatto il salto di qualità. Tanto nella gestione tattica, quanto in quella del gruppo. E poi c'è l'entusiasmo dei giorni migliori, a corroborare uno spirito di gruppo come non si vedeva da un po' di tempo al Tombolato: «Sto sempre con i piedini per terra», sorride il dirigente granata. «Sono molto contento perché siamo una squadra che non molla nulla. Facciamo sempre le cose che dobbiamo fare. Anche dopo il gran gol del pari di Casiraghi abbiamo messo la palla in mezzo al campo e siamo ripartiti. É un aspetto che mi piace molto». 

Gli attaccanti per caso stanno rispettando la regola del 2? Magrassi, Cassano, Pandolfi, Maistrello, Pittarello sono tutti a quota 2 reti... «Spero proprio di no! La squadra, al di là di chi fa gol, si vede che può sempre andare in rete. Creiamo tanto in ogni partita ed abbiamo sbagliato poche gare in termini di approccio. La rosa costruita mi piace, il gruppo è coeso e non vado oltre, altrimenti dico troppe cose belle. Siamo in tanti, sto gradendo molto l'apporto di chi gioca meno. Tanti di loro non è facili lasciarli fuori, perché vale chi parte dall'inizio. Mi piace non ci sia la coperta corta. Il Südtirol mi faceva tanto paura, perché dopo due vittorie non sempre siamo stati perfetti. La settimana che sta per iniziare vediamo cosa inventarci per stare sul pezzo». 

Magari il segreto sono le catechesi di Gorini alle punte. «Probabilmente bisogna confessarli tutti i giorni! Sono ragazzi di qualità, che bisogna tenerli sempre in bolla. Vedo belle cose, anche se bisogna lavorare tanto». 

Quanto è soddisfatto per le prestazioni di Negro e Pandolfi? «Sono molto soddisfatto, stanno cogliendo l'opportunità data. Su entrambi avevo pochi dubbi, soprattutto se penso a Negro. Se penso che resta fuori uno come Angeli, centrale di grande prospettiva anche di altissimo livello, significa che chi sta giocando sta facendo molto bene. Siamo ancora all'inizio, mi godo queste soddisfazioni, anche se mi piacerebbe averle anche alla fine».

A proposito, quanto è stato bello rivedere un Baldini così pimpante contro i tirolesi? «Baldini ha già dimostrato le sue qualità a Cittadella. Rivederlo così bene, dopo un infortunio così grave, mi fa capire quello che abbiamo ancora margini di miglioramento. Ci può dare imprevedibilità. Con Baldini al 100% abbiamo un'arma in più. Aggiungo un aspetto non secondario: possiamo gestirlo al meglio perché la squadra sta facendo bene ed è più facile inserirlo in un contesto simile, anche a livello di minutaggio».

Baldini "nuovo acquisto invernale" e mercato di gennaio già risolto? «Ma va là, sarà un casino. In un momento così bello è un peccato che arrivino sirene a distrarre i giocatori».

Chi non si distrae è Gorini, molto cresciuto dopo la salvezza dello scorso anno. Confermarlo è stata una scelta saggia. É d'accordo? «Goro è qui da una vita e so cosa può fare. È supportato da uno staff che lavora bene, uniti, sempre sul pezzo. Stiamo vivendo un bel momento, anche a livello di serenità. Il salto di qualità che sento dobbiamo fare, è sulla gestione delle vittorie. Serve abituarsi a vincere, con l'entusiasmo giusto che fornisce più rabbia e convinzione nelle cose che facciamo. Dobbiamo alimentare in positivo questo momento, senza crogiolarci».

Dica la verità direttore, quest'estate se lo sarebbe mai immaginato di essere in piena zona playoff con una squadra completamente rivoluzionata? «Quando costruisco una squadra ci credo sempre tantissimo. Poi i fattori sono molteplici. Contro il Südtirol siamo stati maturi, gestendo i momenti della gara. Qui a Cittadella le cavolate a fine gara ci sono sempre state, ma questi ragazzi non mollano mai». 

Direttore, dove ha guardato la partita? In panchina non c'era. «Io le partite le vorrei sempre vedere da solo, perché è come se fossi in campo. C'è una tribuna laterale a Cittadella bella vuota, mi gode le partite lì!»

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