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Martedì, 27 Settembre 2022
Calcio

Promozione, girone C: Federico Falcetti (Armistizio Esedra Don Bosco) "Non serve un miracolo sportivo, possiamo salvarci"

In esclusiva a Padova Oggi, alla vigilia dell'andata del playout Promozione contro il Loreo, parla il leader tecnico dell'Armistizio Esedra Don Bosco, Federico Falcetti, con idee chiare e precise "Salvezza? Crediamoci, giocando bene"

Talvolta il calcio fa pieghe e giri strani. Prendiamo il caso di Federico Falcetti, centrocampista e leader tecnico dell'Armistizio Esedra Don Bosco, impegnato domani contro il Loreo nell'andata dei playout del campionato Promozione girone C. Settore giovanile del Padova e del Cittadella, il debutto tra i professionisti solo sfiorato tra buona sorte che guarda da altre parti e coincidenze avverse. Un carattere da maneggiare con cura, vero, ma anche carisma e leadership da vendere. La stessa che gli ha permesso di illuminare, nelle giovanili biancoscudate e granata, gente del calibro di Raimondi, ex enfant du pays del Padova, attualmente alla Dolomiti Bellunesi in Serie D. Poi ci sono gli infortuni a fare la differenza. Tanti, brutti, innumerevoli, a tormentare questo classe 1990, tra i talenti più raffinati e nascosti che la provincia padovana abbia prodotto in questi ultimi 15 anni di calcio dilettantistico. Alla fine è proprio vero: spesso per sfondare nel calcio è questione di fortuna e coincidenze. Allenarsi con Iori e battagliare in terza categoria tra amici e persone che ti vogliono bene è un attimo. Proprio come nel caso di Falcetti. Con una fortuna: in tutte le squadre in cui è stato, ha lasciato solo bei ricordi a livello umano. Poi ci sono gli amori e nel suo caso, quelli calcistici, corrispondono al nome del Brusegana Santo Stefano e l'Armistizio Esedra Don Bosco. Quest'ultima, guarda caso, la squadra che ora c'è da portare in salvo, dopo un campionato fatto di sofferenza e bocconi amari difficili da mandare giù, nel girone C del campionato di Promozione. Queste le sue dichiarazioni esclusive a Padova Oggi. 

Federico, che stagione è stata per l'Armistizio Esedra Don Bosco? "Quando sono tornato qui (lui è stato uno dei principali artefici della vittoria in Prima Categoria e del salto in Promozione nel 2019-2020 ndr), conoscevo la situazione ed ero consapevole che l'annata sarebbe stata difficile. Ho accetto subito di venire perché sono tra amici e con la dirigenza mi trovo bene. Per questa società è il primo vero anno di Promozione, perché nei due anni precedenti si è giocato poco niente per motivi noti. Abbiamo sempre bazzicato nei bassifondi della classifica, tra zona salvezza diretta e playout. Aggiungiamo il fatto che il Girone C, rispetto al D, aveva almeno due squadre fuori categoria come Piovese e Monselice che si sono giocate la salita in Eccellenza, e una classe media molto ambiziosa composta da team come il Limena, Villafranchese, ABC, Azzurra Due Carrare, Vigontina San Paolo. E non solo: anche le squadre che dovevano salvarsi, soprattutto nel girone di ritorno, hanno macinato punti. Mi viene in mente il Porto Viro, l'Aurora Legnaro che ha lottato fino all'ultimo per non scendere, il Casalserugo Maserà idem. Con la formula del campionato di quest'anno, senza playoff, tante squadre in alto hanno dato maggiore spazio ai giovani nella seconda parte di stagione, mollando di conseguenza un pochino ed avvantaggiando chi aveva ancora obiettivi come noi o lo stesso Loreo. Per qualche settimana ho pensato che riuscivamo a salvarci senza patemi. Il crocevia della stagione è stata la sconfitta casalinga con l'Aurora Legnaro. Se portavamo a casa un risultato positivo contro gli uomini di Lunardon, forse il nostro campionato sarebbe cambiato e ci saremo salvati senza playout."

Insomma, un harakiri Armistizio Esedra Don Bosco questo playout? "Credo di si. La rosa, oltre al sottoscritto, il capitano Varotto e Miotto, ha un'età media molto bassa. Certo, più di qualche giovane ha fatto categorie importanti, come Danieletto, ma tanti non sono abituati alle pressioni che comporta questo tipo di campionato, soprattutto se ti devi salvare. Il mio arrivo, in questo senso, è servito per portare un po' di esperienza alla squadra. Abbiamo rischiato grosso alla fine, anche di non disputare i playout, scendendo direttamente in Prima, ma non è successo ed ora ripartiamo da alcuni pilastri. Primo, siamo un bel gruppo. Secondo, mister Favalli è un tecnico competente, che ci mette l'anima ed è un simbolo societario. Ci tiene molto a restare in Promozione."

Che gara ti aspetti contro il Loreo? "Oltre all'aspetto tecnico e tattico del campionato, mi piace guardare i numeri. I rodigini loro sono arrivati sopra di noi in classifica, noi terzultimi, loro quartultimi. Ci seperano appena due punti, quindi la gara è ampiamente alla nostra portato. Hanno il vantaggio di avere a disposizione due risultati su tre per salvarsi, mentre noi dobbiamo vincere almeno una partita e potrebbe non bastare. Alla luce di questo loro sono i favoriti, ma noi ci siamo. Non serve un miracolo sportivo, possiamo farcela."

Cosa farà maggiormente la differenza in questo doppio confronto? "Credo la voglia di vincere e la fame. Loro sono una squadra ostica e rognosa. Il lato tecnico e tattico è fondamentale, ma ad un certo punto dovranno prevalere gli aspetti mentali. In queste gare serve serenità. Giochiamo senza paura di perdere, ma con la personalità giusta."

Ti senti un po' la chioccia di questo gruppo? "Sono contento di essere tornato all'Armistizio Esedra Don Bosco, anche se la situazione non è delle migliori. Sto bene personalmente e il pensiero è rivolto solo queste dure gare che ci attendono. In campo è vero, non le mando a dire ai miei compagni. Se c'è da farsi sentire, ci sono. Poi fuori dal campo amici come prima e se serve, perché il modo non è stato dei migliori, sono il primo che sdrammatizza. Ci tengo a dare una mentalità da professionisti ai giovani, attraverso il giusto atteggiamento in allenamento, la puntualità nelle sessioni, il rispetto dei ruoli. Sono qui per aiutarli a crescere."

Felice di essere tornato all'Armistizio Esedra Don Bosco? "Quando sono ritornato all'Esedra arrivavo da esperienze complesse tra l'Academy Plateola e la Curtarolese, dove sono stato tormentato dagli infortuni. Questo era l'ambiente giusto per tornare a giocare con continuità ed è andata esattamente così. Ne avevo proprio bisogno, anche perché gli acciacchi avanzano e non so quanti anni di carriera mi rimangono. Mi piacerebbe giocare fino a 37-38 anni, poi bisogna fare i conti con il fisico e con gli impegni quotidiani." 

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