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Serie B, Cittadella: Giovanni Crociata "Abbiamo vinto la partita grazie all'entusiasmo"

La doppietta e l'assist decisivo contro la Reggina ha consegnato definitivamente - e in modo inequivocabile - le chiavi del centrocampo granata a Giovanni Crociata

Ironia della sorte vuole che il protagonista della rimonta del Tombolato è stato un giocatore che mister Inzaghi conosce benissimo: Giovanni Crociata. L’attuale direttore d’orchestra del Cittadella è stato uno dei pupilli degli Allievi Nazionali del Milan 2012-2013 con Inzaghi al comando. La sua doppietta, e l’assist per l’inserimento vincente di Carriero, hanno regalato un pomeriggio di gioia ai tifosi di casa e di sconforto per gli oltre 1000 del settore ospiti presenti. Recuperato dal dimenticatoio che mister Bisoli a Süd Tirol gli aveva riservato probabilmente in maniera ingiusta nella prima parte di stagione, Crociata sta recuperando il tempo perduto con gli interessi e con gol pesantissimi. Queste le sue dichiarazioni: 

Due gol, un assist, c'è qualcosa di magico a Cittadella per te. "Si sta benissimo. Devo ringraziare veramente tutti. Dal mister alla società, dai compagni allo staff. Qui si sta bene e si lavora bene. Mi hanno messo nelle condizioni migliori per esprimermi". 

Ora l'obiettivo è il record di gol? "Si, superare il record di cinque gol fatto a Crotone nella stagione 2019-2020 è un obiettivo. Speriamo di farcela a superarlo". 

Nel primo gol, in tanti l'avrebbero messa in mezzo, mentre tu hai colpito il pallone di collo interno mettendola sotto l'incrocio. Come nasce quest'idea? "Questo tiro mi piace tantissimo, lo provo sempre in allenamento e devo dire che mi riesce bene spesso. Per fortuna anche sabato è andata come me l'ero immaginato". 

Da rivedere l'approccio del primo tempo, vero? "Il gol di Fabbian ci ha fatto male e rattristato. Loro sugli esterni sono molto forti con Rivas e Canotto. E poi Menez è un giocatore di grande qualità, basta guardare la palla che ha messo per la rete di Hernani. Dopo l'espulsione è scattato qualcosa a livello mentale, ma riconosco che doveva e poteva scattare prima. Il gol dopo 57 secondi dall'avvio della ripresa ci ha caricato e poi l'entusiasmo pazzesco ha fatto andare le gambe da sole". 

Inzaghi è stato il tuo mentore nelle giovanili: è la prima volta che gli segni contro? "Si è la prima volta e un po' mi dispiace perché è bravissima persona. L'ho incontrato spesso in questi anni ed è venuto sempre a salutarmi, ci siamo scambiati messaggi e penso sia un grandissimo uomo". 

Come ti sei trovato da playmaker davanti alla difesa nella ripresa? "È uno dei ruoli più belli, insieme al trequartista, anche se è molto difficile da interpretare. Con l'inferiorità numerica della Reggina io ho avuto molto spazio, però è una posizione che ho sempre amato fin da piccolo e mi piace tantissimo. Mi piacerebbe tra qualche anno giocare in questa posizione". 

È la "gara della svolta" quella contro la Reggina? "Spesso si abusa di questo termine, ma può portarci tanta fiducia e soprattutto tanto entusiasmo, quello di cui abbiamo bisogno. Nella ripresa abbiamo vinto la partita con l'entusiasmo e con la voglia di provare a fare le giocate senza paura. Spero che ci resti sempre dentro in ogni gara".

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