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Serie B, Cittadella: Simone Branca "Solo restando uniti potremo raggiungere la salvezza"

In vista della gara molto difficile contro il Bari, Simone Branca non le manda a dire. "È un momento molto particolare, dobbiamo toglierci dalla situazione in cui ci troviamo"

Visto il periodo in casa Cittadella, viene buono uno dei mantra preferiti di Luciano Spalletti, prossimo campione d'Italia con il Napoli. "Uomini deboli, destini deboli. Uomini forti, destini forti. Non c'è altra strada". La tempra dalle parti del Tombolato, storicamente, non manca, anche se da una stagione e mezzo a questa parte, qualcosa va a corrente alternata. Troppi alti e bassi, troppe speranze poi non mantenute. Forse anche per questo, nella trasferta di Bari di lunedì 1°Maggio serviranno uomini, prima ancora che calciatori, come riconosce uno dei leader granata, Simone Branca. «È un momento difficile e particolare, ma al tempo stesso è in questi momenti che si vedono gli uomini», riconosce Branca. «Ci teniamo tantissimo a questa squadra e società. Solo restando uniti potremo raggiungere la salvezza».

Cominciando dalla partita di Bari. «Gara fondamentale nel nostro cammino. Non possiamo fare errori. Dobbiamo stare concentrati per 100'. In questo campionato mezzo disattenzione lo paghi. Serve un'altissima concretazione per tornare a vincere».

C'è una tabella salvezza in spogliatoio? «Voglio fare più punti possibile da qui alla fine. Non ci mettiamo dei limiti. Serve vincere, guardiamo solo a noi stessi». 

Quali sono le cause di questo periodo difficile? (Nelle ultime otto solo 4 punti fatti e 5 gol segnati ndr.) «Questione di dettagli, perché le prestazioni ci sono sempre state. Ad esempio a Cosenza abbiamo fatto la partita, con il Genoa - se non viene espulso Giraudo - la partita la pareggi o la vinci. Abbiamo dimostrato di tenere testa alla squadra più forte del campionato. Credo sia un problema mentale. Gli errori tecnici li fanno tutti, ma dobbiamo essere bravi a riparare quest'ultimi quando siamo in campo. Mancano 4 partite, cerchiamo di interpretarle al meglio dando tutto. Mettiamoci il cuore e salviamoci. Alla fine tireremo i conti e vedremo come sarà andata».

Secondo te l'arbitraggio ha influenzato la partita? Al mio primo fallo della partita, al 25', ho preso subito il giallo. Ho chiesto spiegazioni e Dionisi mi ha detto "avevo detto a Carriero che al prossimo fallo ammonivo". Quando succedono cose simili, ci resti male. Se non è un fallo da ammonizione, perchè estrarre il cartellino? Ci sono stati tanti episodi dubbi e nel dubbio, il Cittadella viene sempre penalizzato. Archiviamo subito il tema, non voglio dire oltre. Parliamo della prestazione. Per 45' abbiamo fatto una gara di carattere. Queste quattro partite dobbiamo affrontarle con entusiasmo e coraggio, cercando di fare più punti possibile».

C'è un problema in avanti. Come si può migliorare quest'aspetto? «Ti direi con il lavoro settimanale, riprovando determinate giocate. Mancano i gol delle punte, ma anche quelli dei centrocampisti, i miei in primis, e qualche realizzazione su palla inattiva. Non mi sento di dare la colpa degli attaccanti».

È il momento più difficile da quando giochi al Cittadella? «Si, da quando sono a Cittadella è il momento più brutto. Ci dobbiamo esaltare nelle difficoltà, dando il meglio di noi stessi adesso. Dobbiamo levarci dalla m***a in cui stiamo. Dobbiamo trovare forze che non immaginiamo di avere. In queste partite serve fame e voglia di uscire da questa situazione. Solo pensando così possiamo vincere le partite». 

A livello di ruolo, come ti trovi da vertice basso del centrocampo? «Mi trovo bene. A dire la verità non ho preferenze, gioco dove serve. Con Danzi assente, mister Gorini mi ha dato modo di imparare a stare in questa posizione. Sto ancora affinando qualche meccanismo, ma non mi dispiace come ruolo. L'importante è la squadra». 

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