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Mercoledì, 24 Aprile 2024
Calcio

Serie B, Stefano Marchetti "Quando vedo il Cittadella bastonato faccio fatica a stare zitto"

Il direttore generale granata, espulso all'intervallo della gara contro il Genoa, non ci sta ed alza la voce nei confronti del direttore di gara Dionisi

La rabbia è ancora lì. Intatta, piena, difficile da convogliare in pensieri più lucidi. Negli occhi di Stefano Marchetti, d.g del Cittadella, c'è il metro arbitrale di Dionisi che non gli va giù. «Bisogna leggere le partite. Il Cittadella ha fatto quello che doveva, contro una squadra forte. Quando ti mettono nelle condizioni di non poter alzare la testa diventa difficile, soprattutto quando sei in difficoltà. Non mi si venga a dire che l’espulsione non è stata determinante in gara così equilibrata», spiega il direttore generale del Cittadella. «Non è stato un match cattivo, però un fallo di qua, un fallo di là. I due gialli che hanno portato all'espulsione - che ci sta sia chiaro - sono da guardare come arrivano. Faccio da vent’anni il direttore sportivo a Cittadella e appena apri la bocca sei fuori. Quando vedo il Cittadella bastonato faccio fatica a stare zitto. Si dica pure che mi attacco all'arbitro, ma la realtà è diversa. C’è una tranquillità infinita, assoluta per gli arbitri a Cittadella. Mi sto giocando il futuro di questa società e adesso gli errori hanno dei pesi molto molto importanti. Non posso stare calmo quando so benissimo che in dieci tutta la ripresa contro il Genoa serve un miracolo per venirne a capo senza perdere. Le cose le capisco prima che succedano. Noi abbiamo le nostre responsabilità, ma se oltra a questo ci si mettono anche certi atteggiamenti, a me queste cose mi feriscono e mi fanno male. Mi dispiace per questo ambiente che merita più attenzione. Forse non abbiamo il blasone di altre squadre, ma abbiamo una storia, una serietà e un modo di lavorare che ci ha contraddistinti in tutta Italia». 

Uno sfogo in piena regola, che non dimentica di sottolineare il buon approccio alla partita di Perticone e compagni. «È un momento difficilissimo. Non siamo morti, ma il momento è difficile. Il Cittadella c’è e nel primo tempo ha fatto quello che può. Anche nel primo tempo abbiamo messo in difficoltà il Genoa con 3-4 situazioni. Potevamo fare meglio nel gol, ma le occasioni ci sono ovunque in questo campionato. Quello che chiedo è che ci sia equilibrio totale. Se le speranze che ho vengono tranciate da situazioni che non mi piacciono, o da cose che non sono in nostro potere, dico che da difficile diventa impossibile. Ormai l'aggressività del Cittadella passa come "la squadra più cattiva della Serie B" oppure "la squadra più cattiva della storia del calcio". Non è così. Il Cittadella a volte fa fallo, ma è da valutarlo bene nella sua entità. Quello che chiedo è che ci siano valutazioni equilibrate da una parte e da un'altra. Giocare in undici o in dieci cambia la partita, soprattutto quando una squadra come noi è in difficoltà». 

Momento difficile, con squalifica probabilmente pesante in arrivo per il direttore granata. «Meglio stare zitto, anche se probabilmente prenderò una lunga squalifica dopo questo sfogo. Meglio il silenzio e subire, perché se parlo sono anche bastonato. Cosa c'è da fare ora? Lavorare e giocarsi queste 4 partite sapendo che sono devastanti, in cui dobbiamo cercare l’episodio giusto e sperando di lottare fino alla fine. Dobbiamo affrontare con coraggio la situazione e determinazione».

Marchetti non vuole credere in un'aria strana a livello di "Palazzo" e prova a ragionare sulla quota salvezza in maniera più lucida ed analitica possibile. «Non so se servano 5, 6 o 7 punti per salvarci. Questo lo dirà il campo. Io credo nel calcio pulito e penso che sia pulito. Non penso altro. Dico che a volte nelle partite si fanno degli errori. Voluti o non voluti, ma gli sbagli non devono influire su una partita. Contro il Genoa, gestita in un altro modo, finisce 11 contro 11. Non credo ci sia nulla nei confronti del Cittadella e credo sia molto rispetto nei nostri confronti. Abbiamo sempre avuto un comportamento giusto in questi anni. Negli errori bisogna stare attenti e non essere leggeri, ammonendo così, in maniera molto rapida. Ogni fallo lo devi pesare in questo momento, perché ogni episodio fa la differenza. Non ci può essere leggerezza. Per come vedo il calcio, la gara doveva finire 11 contro 11. Il Genoa è forte, magari avrebbe vinto lo stesso in 11 contro 11, non credo abbia bisogno della nostra inferiorità numerica per vincere. Non si può non dire che l’espulsione di Giraudo non è stata determinante o quasi per il risultato».

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