Dal barcone al pallone: Cherif Karamoko, l'incredibile storia di un sopravvissuto

Parte da solo che è un ragazzino dal sud della Guinea, orfano. In sette mesi arriva in Libia dove raggiunge il fratello e tentano la traversata. Dei 143 che si imbarcano, 119 perdono la vita, tra questi il fratello. Cherif un anno dopo ha esordito col Padova in serie B

Cherif Karamoko

Sta facendo il giro d’Italia, ripresa da vari organi di stampa non ultimo il quotidiano La Repubblica, l’incredibile storia di Cherif Karamoko. E' infatti inizialmente passato in sordina l'esordio in Serie B del giovane centrocampista negli ultimi spiccioli di partita in cui il Padova salutava la serie cadetta nell'ultima partita in casa con il Livorno. La delusione della retrocessione, l'attesa di conoscere il nuovo assetto societario, la vicenda del nuovo stadio, in molti non hanno fatto caso a questo esordio.

La storia

La storia di Cherif Karamoko ha dell'incredibile per il suo epilogo, ma è  il principio che è sconvolgente. Bambino, è costretto a fuggire per salvarsi la vita. Il sud della Guinea, il luogo da dove parte il suo viaggio che è davvero piccolo, è anche il luogo dove vede uccidere il padre, riferimento religioso della comunità dove vivevano. E' il 2013. Il fratello più grande, dopo aver cercato vendetta in una guerra civile permanente dove la religione è solo uno dei tanti pretesti per le diverse fazioni che si  contendono il territorio, ricco di risorse di cui però non sono certo gli abitanti di quel Paese a beneficiarne, raggiunge la Libia. Ci mette tre anni a raccogliere i soldi che servono al fratellino, Cherif, per raggiungerlo. Lui in sette mesi attraversa Mali, Burkina Faso e Niger e poi la Libia. In certi casi si direbbe finalmente, ma la Libia è l'inferno per coloro che ci arrivano per poi tentare la traversata per raggiungere l'Europa. 

Sopravvissuto

E' sopravvissuto più volte e a più cose tremende, Cherif. Al dolore per la perdita dei cari, la madre morirà dopo il padre, ma di Ebola. All'aver visto atrocità compiute davanti ai suoi occhi. E' sopravvissuto al deserto, in tanti non ce la fanno. E' sopravvissuto alle botte nei campi libici ma soprattutto, più di tutto, sopravvive alla traversata che affronta con il fratello, con il quale finalmente si è ricongiunto. «Aveva paura si vendicassero su di me, temeva mi potessero fare del male. Per questo ha lavorato e mi ha fatto arrivare fino in Libia - racconta  - quando ci siamo imbarcati era dicembre». 

Boa

Dei 143 che si imbarcano, 119 perdono la vita. L'imbarcazione è bucata sulla prua, l'acqua entra copiosa e violenta fino a farla affondare. Il Mediterraneo, il canale di Sicilia non è uno scherzo, soprattutto in quel periodo dell'anno. La barca affonda, il fratello e tante altre persone spariscono e lui si ritrova aggrappato a un galleggiante. Resiste quattro ore a onde e freddo fino a che non viene portato in salvo da una imbarcazione militare italiana. 

Calcio

Il pallone è da sempre la fissazione di Cherif e lo fa capire in tutti i modi, ovunque lo trasferiscono da quando ha messo piede in Italia. E' a Battaglia Terme che, nella cooperativa che lo ospita, si accorgono che davvero il ragazzo ha qualcosa in più. Contattano il Padova che gli fa fare il provino. In pochi mesi arriva l'esordio in serie B. Il resto è la storia che Cherif Karamoko deve ancora scrivere. E' che ora viene il bello. 

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