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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
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Daniele Chiffi: «Il VAR? Una manna dal cielo per noi arbitri»

Intervenuto a margine della premiazione organizzata all'AIA Padova, Daniele Chiffi tra passato, presente e futuro degli arbitri

Per fortuna Daniele Chiffi, 39enne fischietto patavino, ci scherza ancora su ripensando ai suoi primissimi passi di carriera arbitrale: «Il mondo è cambiato e il calcio di paripasso. Ricordo la prima partita che ho arbitrato: categoria Esordienti non ancora diciottenne, sabato 12 ottobre 2002 Atletico 2000–Caminese, 2 a 0 per gli ospiti. Avevo finito il corso arbitri qualche settimana prima, regolamento a menadito, e ricordo benissimo l'imbarazzo, dopo che la Caminese aveva segnato il gol e le due squadre che tornano a centrocampo, che non avevo ancora fischiato la rete. Questo per far capire quanto è diverso vivere la partita rispetto allo studio del regolamento. Per fortuna con l'esperienza l'emozione viene sempre meno».

Moreno Morello, il Mentore

21 anni dopo eccolo in Aula Magna Galileo Galilei al Bo a Padova al gala in onore suo e di Martina Piccolo, per ricevere il riconoscimento della sezione AIA Padova "Bruno Bellini" (270 iscritti tra arbitri, osservatori e benemeriti, il gruppo più numeroso del Veneto) per la sua nomina a fischietto internazionale, avvenuta oramai 2 anni fa: «La soddisfazione è tantissima. É un traguardo raggiunto dopo un percorso di 21 anni e mezzo. Ricordo ancora quando proposi ad un amico di andare a provare ad arbitrare. Ci siamo avvicinati l'ambiente per pura curiosità. Pensati che il primo corso arbitrale era tenuto da Moreno Morello, quello di Striscia La Notizia, all'epoca arbitro in Eccellenza. Era il 2002, quanto tempo è passato. Obiettivi? Ce ne sono tantissimi, tendo a migliorarmi gara dopo gara. Il lavoro è costante e i risultati che voglio ottenere sempre più ambiziosi. Europeo o Mondiale? Spero di viverli, magari anche da protagonista nei prossimi anni. Euro 2024? Non sarà possibile arbitrare in quest'edizione, ma per il futuro non mi metto limiti. Se mi ispiro ad Orsato o Collina? Non scomodiamo risultati irraggiungibili. Prendo sempre esempio di quelli che hanno fatto tutte le competizioni, ma vediamo anche con l'età come andrà».

L'atmosfera degli stadi, l'importanza del VAR

Le gare europee di Conference, la VAR in Europa League, il quarto uomo in Champions e i big match di Serie A sono oramai una sana abitudine per il fischetto di Terranegra, il primo internazionale a Padova dopo l'indimenticato maestro Francesco Francescon, classe 1928 ed arbitro FIFA tra il 1964-1973: «Per affrontare certe gare serve un percorso, graduale, fatto di errori e consapevolezze. Siamo al servizio del calcio e per essere concentrati in quei 95' minuti di gioco talvolta ti perdi l'atmosfera della partita. Durante riscaldamento o quando sei in mezzo al campo o alla fine della partita ti rendi conto dove ti trovi, ma durante la partita è come se tu fossi in una bolla in cui l'unica cosa che conta è il gioco».

Un gioco sempre più veloce, intenso, ritmato, dove anche gli arbitri possono incorrere ad errori, come riconosce Chiffi: «Te ne rendi conto in modo diverso, a seconda della categoria. Quando sei nelle divisioni inferiori, c'è l'osservatore che te li fa notare, poi crescendo e salendo di categoria, con l'esperienza, c'è la tecnologia ad aiutarti. Anche prima del VAR, dando uno sguardo alle panchine, capivi se la decisione che avevi preso qualche istante prima poteva essere giusta o sbagliata. Con il VAR ora ti fanno notare tutto e dico per fortuna. Il VAR è assolutamente un aiuto, per noi è manna dal cielo. È un aiuto enorme con la velocità che c'è nel calcio di oggi i nostri occhi non riescono sempre ad accorgersi di tutto».

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