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Giochi in bilico: da Tokyo 2021 allo sport di base. Rossano Galtarossa: «Non è scontato si disputino. Ma il prezzo più alto lo pagano i bambini»

«Tutti auspichiamo che vengano disputate le olimpiadi, ma nulla si può escludere, neppure che ci sia un ripensamento all’ultimo momento. Sono tantissime le variabili da tenere in considerazione. Inoltre ci sono atleti che neppure hanno potuto concludere le qualificazioni, anche da noi, senza andare troppo lontano»

Rossano Galtarossa è una leggenda dello sport italiano. Ha vestito per vent’anni la maglia, anzi la canotta azzurra, vincendo quindici titoli italiani, dieci medaglie ai Mondiali e addirittura quattro ai Giochi Olimpici. Sei edizioni ne ha disputati. Indimenticabile l’oro di Sidney nel 2000 con Alessio Sartori, Agostino Abbagnale e Simone Raineri, soprattutto per chi lo vide in diretta tv con la pazzesca telecronaca di Giampiero Galeazzi a sottolineare la strepitosa impresa del quattro di coppia in quella che fu un’epoca d’oro per il canottaggio italiano. Ma non è per ricordare i suoi tanti successi che lo abbiamo contattato, ma piuttosto per capire che futuro ha lo sport visto anche il suo ruolo nella giunta regionale del Coni Veneto in un momento dove tutto è assolutamente incerto.

Tokyo 2021?

In discussione ci sono addirittura i Giochi Olimpici di Tokyo, dove nulla si può dare per scontato, neppure che davvero abbiano inizio. «Tutti auspichiamo che vengano disputati, ma nulla si può escludere, neppure che ci sia un ripensamento all’ultimo momento. Formalmente non c’è nulla di concreto, ma stiamo parlando di un evento mondiale che coinvolge tantissimi Paesi, sono tantissime le variabili da tenere in considerazione. Ci sono atleti che neppure hanno potuto concludere le qualificazioni, anche da noi senza andare troppo lontano. Sappiamo già che non ci sarà il tifo, solo un po’ di pubblico locale. Gli appassionati che seguono questo tipo di manifestazioni non ci saranno e anche le delegazioni saranno ridotte ai minimi termini».

Giochi

La storia dei Giochi Olimpici moderni è sempre stata costellata di difficoltà. Andando indietro con la memoria però non c’è edizione che alla fine non si sia portata a termine, nonostante guerre, boicottaggi, crisi politiche e democratiche. A pochi mesi dall’inizio dei Giochi di Tokyo, che avrebbero dovuto svolgersi nel luglio scorso e sono slittate a quello di quest’anno, 2021, tutto è avvolto dall’assoluta incertezza e il rischio che davvero salti tutto è ancora alto. «La comunicazione dello slittamento è arrivata lo scorso anno a quattro mesi dall’inizio delle competizioni. C’è stato quindi innanzi tutto un impatto psicologico, non è facile sentirsi dire che ciò per cui si è tanto lavorato non si svolgerà. Per gli atleti più giovani questo ha magari giovato, penso all’atleta atleta paralimpica Chiara Nardo oppure a Veronica Lisi, che di certo sono riuscite a prepararsi meglio. Per quelli più maturi invece questo ha rappresentato una difficoltà in più. Prolungare di un anno la preparazione va fatto con grande attenzione. Con l’avanzare delle età recuperare dagli sforzi è più dura e si pagano i carichi di lavoro, non è così semplice». Gli atleti devono programmare il quadriennio che porta alle olimpiadi, la pandemia ha fatto saltare tutti i piani: «C’è chi è già qualificato ai Giochi, come nel triathlon il padovano Alessandro Fabian che ha disputato già i Giochi di Londra e di Rio, ma ci sono atleti che vivono ancora nell’incertezza. I ragazzi e le ragazze devono essere convinti che i Giochi si disputeranno, per i dirigenti il discorso è diverso, visto che la situazione è tutta da definire bisogna essere preparati a tutto».

Sport di base

Politica e sport come si stanno occupando di questi aspetti: «A livello nazionale c’è un confronto quotidiano tra Coni e Cio, noi come ente regionale siamo a disposizione, ma il nostro ruolo è soprattutto quello di curare lo sport di base. E per quanto riguarda questo si sa che la gran parte delle risorse sono state riversate giustamente nell’emergenza sanitaria quindi lo sport, anche localmente, è in sofferenza. Ma il confronto con le istituzioni, non è mai mancato. Su questo non ci possiamo lamentare ma ci sarà un gran lavoro da fare». Si teme che molti possano abbandonare lo sport dopo un anno senza praticarlo. «Uno dei punti più critici è proprio questo. Chi opera nel mondo dello sport ci sta pensando, oggi però è ancora tutto fermo. Come Coni regionale stiamo già pensando ad iniziative per scongiurare l’abbandono delle attività sportive da parte dei più piccoli. Certo, i più piccoli sono quelli che hanno sofferto di più, anche solo nell’aspetto ludico, che è molto importante». Pensate già a come ripartire: «Certo contiamo sempre sul fatto che chi ama lo sport sa rimboccarsi le maniche, sarà anche importante che le famiglie non dimentichino l’importanza che ha nella crescita dei ragazzi praticare attività. Le vere conclusioni sulle conseguenze della pandemia, anche sullo sport le vedremo tra qualche tempo. E’ sbagliato però pensare che lo sport di squadra siano stati i più penalizzati, perché non dobbiamo dimenticare che anche chi pratica discipline individuali non lo fa da solo».

Cannottaggio. Rossano Galtarossa-2

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