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La favola di Giulia Sergas, dal golf della Montecchia alle olimpiadi di Rio 2016

Triestina di nascita e padovana per scelta sportiva, la golfista che da tempo ha preferito l'italianissima Padova e il bellissimo scenario nei Colli Euganei del Golf della Montecchia per allenarsi e prepararsi per il Brasile

Il golf torna alle olimpiadi dopo ben 112 anni, dopo Parigi nel 1900 e St. Louis nel 1904, un evento che coinvolgerà quattro italiani nel ranking olimpico e come per le altre specialità, il Veneto si distingue per essere molto rappresentativo, in questo caso addirittura con tre atleti su quattro.

DA PADOVA. Ma è Giulia Sergas, triestina di nascita e padovana per scelta sportiva, la golfista che da tempo ha preferito l’italianissima Padova e il bellissimo scenario nei Colli Euganei del Golf della Montecchia come quartier generale dei propri allenamenti, per il quale è tesserata. "Il Golf in Italia è in crescita, abbiamo dei percorsi di gioco di assoluta eccellenza e a Padova nel Golf della Montecchia ho trovato il contesto più completo per allenarmi. Qui il percorso è stimolante, posso variarlo andando nei campi di PlayGolf54 a Frassanelle e a Galzignano, inoltre posso migliorare le prestazioni fisiche e perfezionare i dettagli anche indoor con le tecnologie 3D più all’avanguardia del Performance Center", esordisce così Giulia Sergas che a Padova si sta preparando, proprio in questi giorni, per la grande sfida delle Olimpiadi a Rio de Janeiro.

LA CARRIERA. Nel 1998 ha vinto da dilettante il titolo europeo individuale, dal 1999 è diventata professionista raccogliendo premi e podi di prestigio. Nel 2013 ha fatto parte della squadra europea della Solheim Cup - la versione al femminile della Ryder Cup - travolgendo la selezione statunitense e da lì sempre più su nella classifica internazionale. Giulia si è formata da sola, con l’esperienza, senza un vero e proprio preparatore atletico e questa è la maggiore difficoltà che da sola affronta in ogni competizione: “Per mantenere la concentrazione finché giocano gli altri, ho un trucchetto particolare, tengo il putt in equilibrio sulla punta del piede così mente e corpo rimangono in concentrazione. Il campo più complesso che ho affrontato è quello di Oakmont in Pennsylvania, difficilissimo ma stimola la mia determinazione e la mia fantasia”.


TRA I GIOVANI. "Il Golf è sport, disciplina, concentrazione, è natura e silenzio. Come dicevo anche in Italia è in crescita e apprezzo molto l’impegno della Montecchia Golf Academy per promuoverlo fra i giovani, perché è uno sport che dà molto e, in futuro, mi piacerebbe anche poterlo insegnare a nuovi atleti. Oggi che sappiamo si giocherà la Ryder Cup in Italia, sono sicura che molto verrà fatto per promuovere il golf e per far crescere i golfisti, ma per farlo servono opportunità, occasioni e tempo per giocare".

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