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Migliaia di storie di straordinaria normalità: ecco i volti della Padova Marathon

L'impegno per La Città della Speranza, le sfide due sacerdoti, le vicende toccanti dei piccoli Matteo e Valentina, il coraggio degli anziani che hanno voglia di mettersi in gioco

Domenica 22 aprile alla Padova Marathon ci saranno atleti provenienti da 51 nazioni, ma anche e soprattutto i protagonisti di tante storie di vita comune e straordinaria insieme.

I grandi nomi

Non ci sarà solo la sfida di cartello tra l’azzurra Rosalba Console, che torna a gareggiare nella corsa su strada da cui partì la sua carriera di maratoneta, e l’etiope Genet Getaneh, già oro iridato a squadre nella mezza maratona. Nè solo quella fra i keniani Robert Ndiwa e Paul Maina, che animeranno la prova maschile con l’allievo eritreo di Ruggero Pertile, Mogos Shumay, a fare da terzo incomodo. Sono davvero tanti i podisti che saranno alla partenza dello Stadio Euganeo o a quella della mezza maratona da Abano Terme. Tante persone diverse, tante storie diverse, tutte toccanti allo stesso modo.

In gara 51 nazioni. E c’è chi arriva addirittura dalla Thailandia

Padova Marathon è davvero un evento sempre più internazionale: in totale nelle due prove agonistiche saranno presenti atleti provenienti da 51 Paesi e da tutti i continenti. Le nazioni più rappresentate dopo l’Italia sono, nell’ordine, Stati Uniti, Francia, Olanda e Irlanda. Si segnala la presenza di maratoneti provenienti da Emirati Arabi, Thailandia. Perù, Giappone e Cina.

Correre mantiene giovani

Correre fa bene. E lo può testimoniare meglio di tutti il padovano Luigi Bandieri, nato il 18 giugno 1937: con i suoi 80 anni è il più anziano tra gli atleti iscritti e sarà al via della mezza maratona ad Abano. In campo femminile la palma spetta alla veneziana Fiorenza Simion. Delle donne non si dovrebbe mai dire l’età, ma se la si precisa, nel suo caso, è solo per farle i complimenti, perché Fiorenza è nata il 15 febbraio 1943 e ha ancora tanta voglia di mettersi alla prova.

Il cuore nuovo di Matteo

Padova Marathon però è anche una corsa “di cuore”, con un occhio di riguardo ai progetti benefici. Lo testimoniano le segnalazioni raccolte dalle 23 onlus che hanno aderito al Charity Program. Tra le storie più toccanti c’è quella del piccolo Matteo, che si presenta al pubblico padovano: “Ciao, mi chiamo Matteo! Ho 5 anni e quest’anno alla Padova Marathon ci sarò finalmente anche io! Dico finalmente perché l’anno passato ero l’unico della mia famiglia a non aver partecipato in quanto ero ricoverato in ospedale in attesa del mio nuovo cuoricino. È stato un periodo lungo e impegnativo ma oggi sto bene, gioco, corro e sono felice”. Matteo correrà con la sorella Sara, la mamma Rachele e il papà Vanni: parteciperemo tutti insieme per sostenere l’associazione Un Cuore Un Mondo Padova Onlus che ogni giorno aiuta i bambini che, come Matteo, sono in attesa di un trapianto.

Vincenzo, Valentina e le Famiglie SMA ad Abano

Vincenzo Placida, di Vigonovo, parteciperà alla mezza spingendo la carrozzina della figlia Valentina, dieci anni, affetta dalla nascita dalla rarissima sindrome Cornelia de Lange. “Lo scorso anno ho partecipato per la prima volta a una gara, la Corri coi Sarmati di Vigonovo - racconta Vincenzo - ho conosciuto ex atleti importanti come Andrea Longo e Manuela Levorato e mi è venuta voglia di affrontare qualcosa di più serio, seguendo i loro consigli per prepararmi. Così partiremo in coda alla mezza maratona. Sarà un successo perché avremo l’opportunità di dare un po’ di visibilità a questi bimbi, ma anche un momento di inclusione stupendo per Valentina, che adora stare all’aria aperta”. In coda alla mezza anche una ventina di genitori di Famiglie SMA, che si alterneranno alla spinta di una carrozzina. “Siamo un’associazione di genitori. Siamo in prima linea, da anni, per combattere una malattia genetica rara che è stata diagnosticata ai nostri figli. Ci siamo uniti, organizzati e non ci siamo arresi, così siamo diventati un gruppo determinato e sempre in prima linea per aiutare le famiglie dei bambini con SMA, l’acronimo di atrofia muscolare spinale, una malattia delle cellule nervose del midollo spinale, quelle da cui partono i segnali diretti ai muscoli”.

Sacerdoti e... maratoneti

Indossano con la stessa disinvoltura la tonaca e le scarpe da corsa. Uno è il parroco di Rubano, don Danilo Miotto, e l'altro è don Francesco Gallo, sacerdote di Este. Entrambi partecipano alla maratona perché “Lo sport, e correre in particolare, aiuta a trovare il giusto equilibrio fisico e mentale, a conoscere se stessi e a meditare, può rivelare a ognuno di noi i propri limiti, ma anche le sue potenzialità”.

Alì in gara con ben 40 atleti

Quella per la corsa è una vera e propria passione che accomuna i dipendenti Alì e Alìper. Primo fra tutti a testimoniarlo è Ruggero Pertile, che partendo dal suo impiego nei supermercati è riuscito a partecipare a tre edizioni dei Giochi Olimpici. Domenica 22 aprile anche il Gruppo Alì sarà in gara: ai nastri di partenza, tra la 42 chilometri e la mezza, ci sarà infatti una squadra di 40 podisti, ben 10 più dell'anno scorso. Gli atleti e i tempi da battere sono Mattia Berno, arrivato al traguardo in 3 ore 32’39” nella scorsa edizione e Nicola Di Tella, che chiuse la mezza in 1 ora 32’07”.

Il sostegno a La Città della Speranza

Dopo la partecipazione alla Venice Marathon i carabinieri della Legione Veneto tornano a correre a favore della Fondazione Città della Speranza. Il team dell’Arma, formato da una quarantina di persone che si cimenteranno chi nella maratona, chi nella mezza e chi nelle stracittadine, si unirà all’obiettivo di sostenere il servizio di psiconcologia all’interno del reparto di Oncoematologia pediatrica di Padova. Oltre ai carabinieri, il 22 aprile affronteranno i tre percorsi di 1, 5 e 10 chilometri indossando la maglietta logata Città della Speranza anche molte persone comuni sensibili al progetto. Per aggiungersi alla squadra c’è ancora tempo: con una donazione minima di 10 euro, si riceveranno la maglia tecnica personalizzata, realizzata con la collaborazione dell’azienda vicentina Xacus, e la pettorina. Il kit potrà essere ritirato in Prato della Valle sabato 21 aprile, dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18, e domenica mattina dalle 8. Per iscriversi, compilare il form presente sul sito. Per gruppi numerosi e per altre informazioni, scrivere a maratona@cittadellasperanza.org.

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