Nuovo stadio Euganeo, avanti anche in caso di serie C: le conferme di Abodi e Bonetto

Il presidente del Credito Sportivo, Andrea Abodi: «Torno la settimana prossima. Un appuntamento concordato che va nella direzione di seguire quei tempi ci siamo dati, appoggiati dall’amministrazione comunale che è molto vicina alla società»

Il momento difficile del calcio Padova, invischiato nelle zone basse della classifica del campionato di Serie B, pone di sicuro dubbi e domande su come la squadra è stata allestita e sull’efficacia di tanti cambi in panchina, sui troppi giocatori presi in prestito e spesso fermi da molto tempo, ma una società di calcio non è fatta solo di risultati sportivi.

Che brutto

Chi pensa quindi che una eventuale retrocessione, che nessuno naturalmente si augura, potrebbe azzerare le intenzioni del club per quanto riguarda lo sviluppo della società, commette un errore. A dirlo prima di tutto è Andrea Abodi, presidente del Credito Sportivo, l’ente che finanzia i progetti di nuovi stadi di cui tanto c’è bisogno in tante città d’Italia. Degli stadi all’altezza, confortevoli, sicuri e da dove la partita si possa davvero gustare e dove il fattore campo possa incidere davvero. Parlando chiaro, se una tifoseria col suo calore incide eccome sulle prestazioni dei giocatori,  come si può pensare di creare il clima che serve per caricare la squadra impegnata in una impresa quasi disperata in uno stadio dove, anche nei momenti di massimo afflusso questo effetto non si può creare per motivi che sono proprio strutturali? Insomma, se l’Euganeo non è lo stadio più brutto del mondo, poco ci manca. Un impianto che non piace e mai è piaciuto a nessuno. Il presidente Roberto Bonetto lo sa eccome e per questo spinge affinché il progetto da lui presentato trovi sostenitori e finanziatori. A confermarlo è proprio Andrea Abodi, il presidente del Credito Sportivo. Lo abbiamo raggiunto al telefono e come sempre è stato molto disponibile.

Credito Sportivo

L’ultima volta che lo abbiamo sentito, Abodi, è stato qualche giorno dopo il primo incontro che è avvenuto a Palazzo Moroni, a Padova. Aveva detto che sarebbe tornato in città proseguire l’iter concordato con il presidente Bonetto. «A Padova - spiega Abodi - ci torno la settimana prossima. Un appuntamento concordato che va nella direzioni di seguire quei tempi che con la società ci siamo dati, appoggiata dall’amministrazione comunale che è molto vicina alla società». In città c’è preoccupazione per le sorti della squadra che come sa non attraversa un bel momento. E se dovesse arrivare la retrocessione questi discorsi varrebbero ancora? «Certamente. E’ dove sarà tra qualche anno che conta, se proprio è questo il discorso che vogliamo fare. E visto che la società è ambiziosa, anche in caso in cui quest’anno i risultati andassero male, c’è la volontà di andare avanti per far crescere il Padova. Quindi da questo punto di vista i tifosi devono stare tranquilli».

La cena tra Abodi e Bonetto

Vi siete più sentiti con il Bonetto? «Ci siamo anche visti, qualche settimana fa, in una località fuori dal Veneto». I due sarebbero andati a cena dopo la vittoriosa trasferta ligure in una località lungo gli Appennini tosco emiliani. Il presidente Abodi non conferma e non smentisce, ma la cena c’è stata eccome. Prima di salutarlo gli chiediamo se si può quindi essere ottimisti sul fatto che lo stadio si possa davvero fare: «Non sarà l’incontro decisivo ma è un altro step che abbiamo fissato insieme con scadenze precise. Vi saprò comunque dire di più proprio quando sarò a Padova». L’incontro potrebbe essere nella mattinata di giovedì ma non c’è nessuna ufficialità a riguardo.

Il presidente Bonetto

Contattato Roberto Bonetto, il presidente del Padova, ci ha risposto così: «Se avete parlato con Abodi non c’è molto da aggiungere rispetto a quanto ha già detto lui. Ora io sono concentrato solo sulla partita di Carpi, successivamente avremo tempo di tornare su questo argomento». Possiamo però confermare che la politica e gli obiettivi della società non cambiano a prescindere dai risultati? «Ora dobbiamo solo pensare alla partita, ma su questo siamo già stati molto chiari».

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