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L'arrivo alla maratona

L'arrivo alla maratona

Fatna Maraoui E Michael Njenga Kunyuga: Italia e Kenya leader della maratona

Podio tutto azzurro fra le donne: seconda miglior prestazione nazionale 2017 per la vincitrice, che precede Dal Ri e Cunico. Esordio vincente sui 42 chilometri per il dominatore della prova maschile

Non accadeva dal 2006 che il podio femminile fosse tutto tinto di tricolore. È accaduto domenica 23 aprile, con l’affermazione alla Padova Marathon di Fatna Maraoui, atleta nata in Marocco ma di nazionalità italiana, che torna a tagliare per prima il traguardo in Prato della Valle dopo il successo colto nel 2014 e che nell’occasione ha firmato anche la seconda migliore prestazione azzurra del 2017, bloccando il cronometro dopo 2 ore 32’52”. In campo maschile, il keniano Michael Njenga Kunyuga ricorderà a lungo questa giornata, avendo esordito in una gara da 42 chilometri con una vittoria, in 2 ore 10’43”.

LE GARE. Nella prova femminile, Maraoui (Esercito) ha fatto gara di testa dall’inizio alla fine, chiudendo davanti alla campionessa uscente – nonché sua compagna di squadra - Federica Dal Ri (2 ore 37’54”), che si è appropriata della seconda posizione dal 19° chilometro, quando ha sopravanzato la keniana Nelly Jepkurui, poi quarta, mentre sul terzo gradino del podio è salita la vicentina (di Thiene, tesserata per l’Atletica Palzola) Maurizia Cunico (2 ore 51’21”). «Nella seconda parte della gara ho accusato un fastidio al piede, ma ho tenuto duro perché volevo questa vittoria. Nel 2014, sul percorso precedente, avevo impiegato 4 minuti in più per completare la gara, quindi non posso che essere ben contenta!» ha commentato Fatna. Kunyuga, dal canto suo, è sempre stato nel gruppo di testa, portandosi al comando in solitario attorno al 30° chilometro e allungando al 35°, in zona Mandria. Lui stesso, giunto stremato all’arrivo, ha raccontato di «aver realizzato soltanto qualche minuto dopo il termine della gara di aver vinto. Non sapevo cosa aspettarmi, essendo la mia prima maratona: Padova mi ha portato bene». Alle sue spalle i connazionali Eliud Kibet Too (2 ore 13’06”) e Kiptoo Kimaiyo (2 ore 15’28”) con Bernard Dematteis primo italiano (2 ore 21’56”) alla sua seconda maratona: «Speravo di scendere sotto le 2 ore e 20’ ma dopo il 30° chilometro si è spenta la luce», ha confessato.

MEZZA MARATONA. Anche la mezza maratona, scattata da Abano, parla keniano, con l’affermazione dell’esordiente Victor Kiplimo in un’ora 02’43” e con Ruggero Pertile quarto in un’ora 06’19”, miglior italiano («Dopo l’intervento al ginocchio di novembre sto riprendendo confidenza con le gare, ma questa è la mia gara e non potevo mancare»), mentre tra le donne si è imposta Jackline Atudonyang (Kenya) in un’ora 16’09”, con il nuovo primato della gara (il precedente, di Marina Zanardi, risaliva al 2009), davanti a Giovanna Ricotta e Daniela Ferraboschi. Sempre nella mezza era al via la stella del rugby Mauro Bergamasco, che ha corso spingendo una carrozzina per i colori dell’associazione “Team for children”, finendo in 2 ore 02’28”. La mezza maratona ha anche assegnato i titoli del campionato italiano sordi, andati ad Alessandro Vizzini (Fssi – Polisportiva Romana Silenziosa) e Cristina Gogna (Fssi - Gruppo Sportivo Reggio Emilia).

ASSINDUSTRIA. Grande soddisfazione da parte di Assindustria Sport: il percorso ridisegnato nel 2016, che si dirige verso la zona dei Colli Euganei attraverso Rubano, Selvazzano Dentro e Teolo, rimanendo però sempre in pianura e raggiungendo Abano Terme, trova sempre più consenso nei podisti: circa 4.800 gli iscritti fra maratona e mezza, 4.034 gli arrivati, contro i 3.864 della precedente edizione. «Un risultato ottenuto grazie alla collaborazione di tutti, istituzioni, società sportive, sponsor, forze dell’ordine e volontari. Questa è la festa di Padova e della sua provincia, con almeno 25 mila partecipanti alle Stracittadine che hanno avuto il proprio fulcro in Prato della Valle». Una sintesi di 45 minuti della Padova Marathon andrà in onda su Rai Sport 1 giovedì 27 aprile dalle ore 18.50, con il commento di Luca Di Bella.

CLASSIFICHE. Uomini: 1. Michael Njenga Kunyuga (Kenya) 2h10’43”, 2. Eliud Kibet Too (Kenya) 2h13’06”, 3. Kiptoo Kimaiyo Shedrack (Kenya) 2h15’28”, 4. Bernard Dematteis (Corrintime) 2h21’56”, 5. David Cherono Toniok (Kenya) 2h25’32”, 6. Samba Faya (Senegal) 2h27’20”, 7. Corrado Pronzati (Maratoneti Genovesi) 2h27’29”, 8. Enrico Angelucci (Lbm Sport Team) 2h30’49”, 9. Simon Rugut Kipngetich (Uganda) 2h32’50”, 10. Roberto Di Gregorio (Tivoli Marathon) 2h34’21”. Carrozzine Olimpiche: 1. Justin Levene (Gran Bretagna) 2h13’50”, 2. Stefan Strobel (Germania) 2h42’51”. Mezza maratona: 1. Victor Kiplimo (Kenya) 1h02’43”, 2. Silas Muturi Gichovi (Kenya) 1h02’59”, 3. Robert Ndiwa (Kenya) 1h04’08”, 4. Ruggero Pertile (Assindustria Sport Padova) 1h06’19”, 5. Francesco Mich (Atl. Trento) 1h09’58”, 6. Luca De Francesco (Mds Panariagroup) 1h10’16”, 7. Michele Vaia (Atl. Trento) 1h10’57”, 8. Giuseppe Di Stefano (G.P. Livenza Sacile) 1h13’15”, 9. Emanuele Piacentini (3,30 km Road & Trail) 1h13’19”, 10. Giorgio Zanta (Atl. Biotekna Marcon) 1h13’40”. Campionato italiano sordi: 1. Alessandro Vizzini (Fssi – Polisportiva Romana Silenziosa) 1h13’49”, 2. Antonio Porfidia (Fiamme Azzurre) 1h31’01”, 3. Gianpietro Vazzana (Fssi – Ens Venezia) 1h33’52”.

Donne: 1. Fatna Maraoui (C.S. Esercito) 2h32’52”, 2. Federica Dal Ri (C.S. Esercito) 2h37’54”, 3. Maurizio Cunico (Atl. Palzola) 2h51’21”, 4. Nelly Jepkurui (Kenya) 2h53’03”, 5. Manuela Marcolini (3’30” km Road & Trail) 3h00’45”, 6. Natascia Pizza (Gs Carlo Buttarelli) 3h06’42”, 7. Veronica Bacci (Atl. Lupatotina) 3h07’16”, 8. Paola Pretto (Atl. Saluzzo) 3h09’25”, 9. Francesca Biagini 3h11’44”, 10. Alessia Bragato (Runners Club Agggredire) 3h15’14”. 

Mezza maratona: 1. Jackline Atudonyang (Kenya) 1h16’09”, 2. Giovanna Ricotta (Tornado) 1h19’30”, 3. Daniela Ferraboschi (Atl. Casone Noceto) 1h21’56”, 4. Francesca Tonin (Ana Atl. Feltre) 1h24’37”, 5. Giulia Montagnin (Maratoneti Genovesi) 1h25’20”, 6. Nives Carobbio (Atl. Paratico) 1h25’51”, 7. Sara Brombin (Tornado) 1h26’23”, 8. Silvy Turcato (Lib. Piombino) 1h28’20”, 9. Elisa Zanusso (Team Marathon) 1h28’47”, 10. Marisa Russo (Marathon Massafra) 1h31’02”. Campionato italiano sordi: 1. Cristina Gogna (Fssi - Gruppo Sportivo Reggio Emilia) 1h40’05”, 2. Angela Paolino (FSSI – Gruppo Sportivo Ens Siracusa) 2h14’46”, 3. Pinuccia Senzio (Gss Patavini) 2h25’55”.  
 

BERTIN-ASCOM. “Una manifestazione grande, bella, matura, perfettamente organizzata ed assolutamente in linea con quella che è la nostra filosofia che vuole privilegiare le iniziative importanti in grado di dare di Padova un’immagine positiva di largo respiro, l’unica, peraltro, che consente alla città e al suo territorio di realizzare quel combinato turismo – commercio che deve costituire lo zoccolo duro della nostra economia”. E’ un giudizio positivo a tutto tondo quello che Patrizio Bertin, presidente dell’Ascom, rivolge alla Padova Marathon, alla quale, peraltro, ha partecipato da “atleta” nella versione stracittadina. “Ieri mattina – dichiara il presidente Bertin – assieme al presidente della Camera di Commercio, Fernando Zilio, ho avuto modo di congratularmi per la perfetta riuscita della manifestazione sia col presidente di Assindustria Sport, Leopoldo Destro, sia con quello di Confindustria, Massimo Finco ai quali ho espresso la piena disponibilità dell’Ascom ad essere parte concretamente attiva nelle prossime edizioni”. Una scelta, quella di Bertin, giustificata pienamente dai riflessi che la Padova Marathon ha avuto in questi giorni sulle attività ricettive. “Vuoi per l’ottima collocazione temporale nel bel mezzo del ponte del 25 aprile – ha proseguito il presidente dell’Ascom – vuoi per l’ottima promozione svolta dall’organizzazione, la manifestazione ha “saturato” l’offerta di camere negli alberghi e nelle strutture come i B&B. Ed è questo ciò a cui facciamo sempre riferimento quando bocciamo le iniziative estemporanee e, per contro, sosteniamo quelle che hanno una visione prospettica. Padova Marathon questa visione ce l’ha ed è per questo che l’Ascom intende essere sempre più della partita”.

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