Iroman Austria: freddo, grandine e vento non fermano il padovano Paolo Lazzaretti

Il noto istruttore di fitness è riuscito a chiudere la corsa in tarda serata: difficoltà nella frazione a nuoto per la temperatura dell'acqua e in quella in bici per la tempesta

C'è chi sostiene che certe imprese possano diventare tali solo se cuore e testa decidono di legarsi per spingere le gambe oltre i limiti. E' quanto avvenuto domenica all'Ironman di Klagenfurt in Austria, appuntamento annuale per gli amanti della disciplina più dura al mondo, che ha visto ai nastri di partenza tanti atleti professionisti e amatoriali italiani.

Il padovano

Una gara che attira da sempre anche gli sportivi padovani che per un anno intero si preparano alla competizione. Per qualcuno l'obiettivo è vincere, per qualche altro è concludere. Paolo Lazzaretti, cinquantenne istruttore di fitness molto conosciuto nelle palestre della provincia, è riuscito nell'impresa di chiudere per la seconda volta la competizione che si corre in Carinzia, in uno dei percorsi più apprezzati al mondo. L'impresa ha ancora più valore se si pensa che la gara è stata corsa con una temperatura particolarmente rigida. «In acqua ho avuto freddo e sono stato male- racconta dopo il traguardo- il momento più duro è stato quando ho preso la grandine. Più volte ho pensato al ritiro, ma alla fine la testa e il cuore mi hanno spinto al traguardo. Un'impresa che porterò sempre dentro di me».

L'Ironman

L'Ironman è una delle distanze standard del triathlon, sport che unisce nuoto, ciclismo e corsa: è la più dura competizione di questo sport, caratterizzata da 3,86 km di nuoto, 180,260 km in bicicletta e 42,195 km di corsa, cioè un'intera maratona.

Lazzaretti 2-2

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