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Sarri vuol portare l'arbitro Chiffi in tribunale

Il Mister della Lazio contesta il referto dell'arbitro padovano e per questo vuole rivolgersi alla giustizia ordinaria. Tutto è cominciato con l'espulsione comminata da Chiffi a Sarri al termine del match perso con il Milan

Può piacere o no, ma Maurizio Sarri non è certo un personaggio banale, lo dimostra anche in questo caso. I fatti: la Prima Sezione della Corte Sportiva D’Appello Nazionale, presieduta da Carmine Volpe, ha respinto il reclamo avverso la squalifica di due giornate inflitta al tecnico dal Giudice Sportivo dopo l’espulsione di Milan-Lazio e il successivo scontro verbale con l’arbitro Chiffi.

Diffamazione

L'arbitro aveva espulso l'allenatore a fine match per un alterco avvenuto con un avversario, Saleemakers. La discussione deve essere proseguita anche nel tunnel degli spogliatoi di San Siro. Per l'arbitro padovano Chiffi, lo ha riportato nel referto, il mister della Lazio avrebbe rivolgo frasi ingiuriose, fino a qui tutto bene, ma avrebbe poi assunto un atteggiamento violento condito da blasfemie. Per questo motivo Sarri ha deciso di rivolgersi alla giustizia ordinaria e denunciare il direttore di gara per diffamazione. Questo perché Sarri sostiene che le cose non sono affatto andate così e che anzi alcuni giocatori del Milan si sarebbero comportati anche peggio, senza essere nemmeno sanzionati. 

Giustizia

Visti i tempi della giustizia italiana sarà difficile che questo possa incidere sulla squalifica, anche perché per farlo ha bisogno di ottenere una deroga alla clausola compromissoria, la chiederà alla Figc. Che è difficile gli possa essere concessa, va detto. Quello di Sarri rimane comunque un unicum, visto che non ci sono precedenti a riguardo di tesserati che hanno portato in tribunale un direttore di gara. «La verità processuale è scritta il rapporto dell'arbitro il quale lascia intendere che Ibrahimovic abbia aggredito Lucas Leiva e Sarri era solo intervenuto per calmare gli animi. Da lì sembra che un giocatore del Milan abbia preso in giro il tecnico, causando uno scambio verbale», ha dichiarato Gianmichele Gentile, legale della Lazio, ospite a Radio Punto Nuovo. Il legale ha pure aggiunto: «Nel corridoio dello spogliatoio Sarri si lamenta con l'arbitro dicendo che non puo' consentire di farsi prendere in giro da un ragazzino e alla fine è stata verbalizzata una bestemmia del tecnico toscano. Crediamo ci sia stata un'esagerazione nella sanzione del giudice sportivo perche' cio' che ha pronunciato non si puo' classificare come un gesto blasfemo». Secondo l'avvocato della società biancoceleste, Sarri, se gli venisse concessa la deroga, avrebbe pure buone possibilità di vincere.

Sistema

Pare poco probabile che quella di Sarri sia solo una iniziativa fondata dal principio di difendere la propria reputazione, anche per certi suoi trascorsi con la classe arbitrale e i suoi attacchi al "sistema", come lo ha spesso chiamato lui. E' difficile, impossibile, che la Federcalcio conceda la proroga richiesta. Rimane però questo precedente, unico nel suo genere. Vedremo se è l'inizio di qualcosa o una delle tante polemiche che attorno al pallone, nascono e muoiono in un attimo. 

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