Coronavirus, la Provincia di Padova non si ferma grazie allo smart working

Fin dai primi giorni di emergenza, la Provincia di Padova ha subito attivato tutte le modalità di lavoro agile e a distanza: a oggi sono 165 i dipendenti che stanno assicurando da casa la continuità di tutte le attività dell’ente

Palazzo Santo Stefano, sede della Provincia di Padova

Fin dai primi giorni di emergenza, la Provincia di Padova ha subito attivato tutte le modalità di lavoro agile e a distanza (smart working). Ad oggi sono 165 i dipendenti che stanno assicurando da casa con mezzi propri o messi a disposizione dall’Amministrazione provinciale, la continuità di tutte le attività dell’ente. Restano operativi anche i dipendenti di tutti i servizi essenziali o funzionali alla gestione dell’emergenza scatenata dal coronavirus.

Smart working

Spiega Fabio Bui, presidente della Provincia di Padova: «Il primo decreto del 23 febbraio con cui sono state ufficializzate le prime restrizioni causate dal Covid 19 ci ha messo immediatamente in pre allerta e abbiamo cercato di favorire in primis i dipendenti con figli a casa per la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado e quelli che avendo patologie gravi che erano più esposti al rischio. Siamo andati velocemente in deroga a tutta la normativa pur di aiutare i lavoratori. Il secondo Dpcm dell’8 marzo con cui sono state individuate le ulteriori misure di emergenza, ci ha trovati preparati ad attivare tutte le forme di smart working, mantenendo comunque inalterato il livello e la qualità dei nostri servizi. A partire dal 12 marzo sono state individuate le attività strettamente funzionali alla gestione dell’emergenza che richiedono la presenza fisica dei dipendenti e le attività indifferibili da effettuare necessariamente in presenza tramite turnazione del personale. Un ringraziamento va a tutta la nostra struttura, ai dirigenti, ai dipendenti e ai collaboratori perché stiamo vivendo un momento difficile e storico. Io però credo che in ogni difficoltà ci siano opportunità, quindi, terminata l’emergenza, sono sicuro che il senso civico, lo spirito di collaborazione e tutte le idee che stanno venendo fuori piano piano, ci aiuteranno a ripartire».

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Attività

Tra le attività individuate dalla Provincia come strettamente funzionali alla gestione dell’emergenza ci sono i servizi di protezione civile, polizia provinciale, Cave e sistemi informativi. In regime di turnazione restano funzionanti (dunque con presenza fisica ridotta) anche gli uffici di supporto al presidente, i servizi di viabilità e manutenzione strade (cantonieri), il Protocollo, gli uffici Affari Generali, Risorse umane, Patrimonio ed Economato, Trasporto pubblico, Trasporti eccezionali, Osap, Edilizia scolastica e non scolastica. Aggiunge Bui: «Nonostante l’emergenza tutta l’attività di progettazione delle opere sta andando avanti. La doppia sfida che come Amministrazione stiamo affrontando, infatti, è quella di garantire il funzionamento della complessa macchina provinciale sburocratizzando tutto ciò che è possibile snellire, ma anche di farci trovare pronti a reagire appena si potrà tornare al lavoro. Dopo l’emergenza dovrà essere varato il più grande piano di ricostruzione e di opere pubbliche dal Dopoguerra a oggi. Sarà l’occasione di fare in tempi rapidi tutte le grandi opere che attendevano e che per quanto riguardano strettamente la Provincia sono, principalmente, infrastrutture viarie, reti informatiche, scuole più moderne, trasporti efficienti. I nostri uffici sono operativi e appena si potrà, tutta la macchina provinciale procederà con i motori al massimo». La Provincia ha infine attivato anche un sistema di verifica e monitoraggio delle attività svolte dai lavoratori in smart working tramite rendicontazione settimanale.

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