Scoperta con i gioielli rubati usati per le truffe, si aprono le porte del carcere femminile

Un ordine di carcerazione, emesso in Piemonte, ha portato dietro le sbarre una nomade intercettata a Padova. Aveva della bigiotteria che si sospetta servisse per delinquere

La refurtiva che aveva addosso le ha procurato una denuncia, ma un ordine di carcerazione pendente l'ha portata direttamente al penitenziario della Giudecca.

Merce di dubbia provenienza

A scoprire che la 31enne romena, di etnia Rom, circolava tranquillamente per Padova è stata una volante della polizia in servizio nella zona di corso Garibaldi. Nel pomeriggio del 26 settembre gli agenti hanno fermato per un controllo la donna, che aveva addosso diversi anelli in finto oro. La bigiotteria è quella tipicamente usata per tentare di truffare soprattutto persone anziane e ha spinto i poliziotti ad approfondire. La 31enne è stata portata in questura, identificata e fotosegnalata: è risultato che gli anelli erano proventi di traffici illeciti e le sono costati una denuncia per ricettazione.

Il carcere

Le verifiche hanno anche permesso di scoprire che sulla romena pendeva un ordine di carcerazione emesso dalla procura di Alessandria, che fatto aprire per lei le porte del carcere femminile di Venezia dove dovrà scontare 1 anno e 4 mesi.

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