Rosso Istria, il nuovo film di Belluco Anche la storia di Norma Cossetto

Il lungometraggio verrà girato principalmente a Padova e racconterà, tra l'altro, la storia della giovane studentessa, laureanda all'università di Padova, barbaramente violentata e uccisa dai partigiani titini

Antonello Belluco (fonte Facebook)

"Rosso Istria, il dramma del confine orientale del dopo guerra" è il nuovo lungometraggio del regista Antonello Belluco, che verrà girato principalmente a Padova e che racconta, tra l'altro, la storia di Norma Cossetto giovane studentessa istriana, laureanda all'università di Padova, barbaramente violentata e uccisa dai partigiani titini per la sola colpa di essere Italiana.

MUSICHE DI CRISTICCHI. L'ultimo film del regista ha visto la partecipazione anche di Simone Cristicchi, compositore delle musiche che accompagnano il lungometraggio.

LA STORIA. Siamo nel settembre del 1943, nei giorni in cui nei territori italiani martoriati dalla guerra scoppia il caos: il maresciallo Badoglio, capo del governo italiano, chiede ed ottiene l'armistizio da parte degli anglo-americani e unitamente al Re fugge da Roma, lasciando l'Italia allo sbando. L'esercito non sa più chi è il suo nemico, chi l'alleato, come deve comportarsi. Il dramma si trasforma in tragedia per i soldati abbandonati a se stessi nei teatri di guerra ma anche e soprattutto per le popolazioni civili Istriane, Fiumane, Giuliane e Dalmate, che si trovano ad affrontare un nuovo nemico: i partigiani di Tito che avanzano in quelle terre, spinti da una furia anti-italiana.

NORMA COSSETTO. In questo drammatico contesto storico, avrà risalto la figura di Norma Cossetto, alla quale, sei anni dopo la morte, è stata conferita la laurea honoris causa dall'allora rettore Marchesi dell'università di Padova. A lei è intitolata una targa posta all'interno dello stesso ateneo. Nel 2005 il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi le ha conferito la medaglia d'oro al valor civile.

"IL SEGRETO". Belluco già aveva diretto le riprese de "Il segreto di Italia", sulla strage compiuta dai partigiani nel 1945 a Codevigo, argomento "scomodo" che non mancò di suscitare diverse polemiche, tra cui quella dell'Anpi di Padova, che lo definì "fazioso".


 
 

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