Incontro delle realtà del Progetto Carcere con l'Amministrazione

Gli operatori delle cooperative e associazioni che lavorano all’interno della Casa di Reclusione di Padova e i rappresentanti degli istituti scolastici interni al carcere hanno incontrato l’Amministrazione

L'incontro

Gli operatori delle cooperative e associazioni che lavorano all’interno della Casa di Reclusione di Padova e i rappresentanti degli istituti scolastici interni al carcere hanno incontrato l’Amministrazione comunale. 

Amministrazione

All’incontro erano presenti l’assessora al Sociale, Marta Nalin, quella al volontariato, Cristina Piva, Francesca Benciolini, assessora con delega ai Diritti Umani, e Diego Bonavina, assessore allo Sport. Le realtà presenti appartengono infatti a diversi mondi: associazione Incontrarci, Ristretti Orizzonti, Granello di Senape, Work Crossing cooperativa sociale, cooperativa sociale Altracittà, Giotto cooperativa sociale, Teatrocarcere Due Palazzi, Coristi per Caso, Coro Due Palazzi, Polisportiva Pallalpiede, associazione Amici della Giotto, Gruppo Operatori Carcerari Volontari, Casa di accoglienza Piccoli Passi, associazione Antigone, Consorzio Giotto, docenti della sezione carcere della scuola Gramsci/Einaudi, il polo universitario carcerario, gli insegnanti del primo periodo di primo livello (scuola media) e del Cpia. «L’incontro è servito a condividere i diversi percorsi di integrazione già attivi – spiega l’assessora Cristina Piva – per pensare allo sviluppo di altre forme di collaborazione con le istituzioni per tenere aperta la porta della condivisione». Presente anche l'assessora alle politiche sociali, Marta Nalin:  «Il Comune di Padova da anni ha un Progetto Carcere animato da diverse realtà per aiutare la garanzia dei diritti dei detenuti. Quella del carcere è per sua natura una realtà racchiusa dentro mura e cancelli, ma è capace anche di esprimersi al di fuori di questi. Esistono già tante esperienze positive in questo senso ed è importante valorizzarle. Anche il carcere è infatti un elemento del nostro territorio e dobbiamo considerarlo come tale, in un’ottica inclusiva, trovando spazi di comunicazione fondamentali anche per la prevenzione». 

Carcere

«Le persone che vivono una parte della loro vita all'interno del carcere sono a tutti gli effetti cittadini di Padova – ribadisce Francesca Benciolini - Avere una città che se ne fa carico attraverso le molte attività che le associazioni, le cooperative, le scuole svolgono all'interno degli istituti cittadini è un modo per creare un legame sociale importante tra chi sta scontando una pena e chi vive nella città. La nomina da parte dell'Amministrazione del Garante dei Diritti delle Persone Detenute o Private della Libertá Personale sarà uno dei prossimi passi che vogliamo rinforzi questo legame e dia valore ai percorsi di chi vive in stato di detenzione». Anche l'assessore allo sport era presente. Queste le parole di Diego Bonavina: «Siamo vicini a chi porta avanti all'interno del carcere progetti di integrazione e reinserimento attraverso anche un veicolo come lo sport» 

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