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"Lavoro per vivere non vivo per il lavoro", la mobilitazione di Potere al Popolo

È arrivata al centro le Brentelle di Sarmeola di Rubano la mobilitazione contro le aperture domenicali e festive, promossa dalle e dagli attivisti di Potere al Popolo, la nuova formazione politica dal basso, che sarà presente alle prossime elezioni nazionali. Anche a Padova una delegazione ha distribuito volantini, aperto uno striscione, dialogato con clienti e dipendenti del centro commerciale le Brentelle.

LA MOBILITAZIONE.

"Nella provincia di Padova sono numerosi i grandi supermercati e centri commerciali che non hanno chiuso le porte il giorno di Santo Stefano, costringendo centinaia di dipendenti a rinunciare alle festività con amici e famiglia. - spiegano gli attivisti - Sfruttamento e competizione sfrenata fra i vari distributori non hanno fatto crescere gli incassi complessivi, ma hanno portato allo sfinimento chi lavora in questi centri che non chiudono mai. Già in occasione dello sciopero della grande distribuzione dello scorso 22 dicembre abbiamo volantinato al Centro Giotto a sostegno dei lavoratori, e oggi ci siamo uniti alla manifestazione che si è svolta in più di venti città in tutta Italia."

CENTRI COMMERCIALI.

Al centro della contestazione anche la scelta di promuovere nuovi centri commerciali in provincia: come quello di Due Carrare a due passi dal castello del Catajo. In venti città (Reggio Calabria, Cosenza, Lecce, Napoli, Roma, Torino, Pescara, Genova, Pavia, Padova, Bergamo, Molfetta, Mantova, Salerno, Milano, Livorno, Termoli, Piombino, Castelli Romani, Grosseto) si sono svolti volantinaggi e speakeraggi fuori ai maggiori centri commerciali aperti. Moltissimi clienti hanno consegnato alla cassa il volantino preparato per la giornata per dimostrare la solidarietà alle migliaia di lavoratori e lavoratrici costretti sul luogo di lavoro anche in un giorno festivo come questo, che dovrebbe essere dedicato alla vita, agli affetti, al riposo.

LIBERTÀ SOLO DEI PROPRIETARI.

A Roma, alla stazione Termini, alcuni Babbi Natale hanno iniziato a distribuire regali come "festività pagate", "internalizzazioni", "stabilizzazioni", "riduzione dell'orario di lavoro", "più salari", fra l'iniziale stupore e poi la partecipazione di decine di presenti... "Siamo qui per dire una cosa banale ma che nell'Italia di oggi sembra straordinaria: non si possono sfruttare e ricattare le persone, non si possono distruggere i diritti, i legami familiari e amicali, non si può incentivare un popolo al consumo in ogni momento, cancellando luoghi d'incontro reali e reti di quartiere - concludono - È importante ricominciare a conquistare spazi e tempi per la socialità e gli affetti. In Italia il processo di liberalizzazione delle attività commerciali comincia con il decreto Bersani e continua con Berlusconi e Monti. La chiamano liberalizzazione ma la libertà è solo quella dei proprietari della grande distribuzione di tenere i centri commerciali aperti più a lungo, senza nuove assunzioni, senza pagare il lavoro notturno e tagliando il costo del lavoro. Chi va a fare la spesa di notte o nei festivi non lo fa per piacere ma spesso perché sono gli unici momenti in cui può farlo, dovendosi barcamenare tra più lavori, precarietà e flessibilità crescente".

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