"La gufetta blu" e "Il fiore che amava sognare", le nuove fiabe della padovana Rachele Favero

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Arriveranno a breve in libreria per l'editore Il Torchio "La gufetta blu" e "Il fiore che amava sognare", i primi due racconti per bambini della scrittrice padovana Rachele Favero.

L'AUTRICE

Nasce a Padova nel 1977. Fin da piccola dimostra interesse e amore per gli animali e una spiccata fantasia che la porta a inventare e scrivere brevi racconti.
Dopo alcuni tentativi in svariati corsi universitari e innumerevoli esperienze di lavoro, trova il suo angolo di mondo: un lavoro che le permette di stare a contatto con le persone e, soprattutto, con la sua famiglia, il suo compagno e i suoi bambini, Federico ed Eliana, inesauribili fonti di gioia ed ispirazione.
Decide di mettere su carta tutte le idee che le frullano per la testa e le storie, nate da momenti di gioco o di riflessione con i suoi figli, prendono forma e vita.
Vive a Padova con marito, figli, due tartarughe, un pappagallo impertinente e un simpatico cagnolino che occupano quasi tutta la sua giornata, ma trova ancora il tempo per disegnare, scrivere… e sognare.

LA GUFETTA BLU

Una gufetta si è assunta un compito speciale per aiutare il mondo: recuperare i desideri dimenticati per far sì che le persone tornino a cercare di raggiungere i propri sogni.
Quando questo lavoro inizia a diventare spossante, la gufetta si rende conto che forse non può farcela da sola.
Un orsetto lavatore arriverà in suo aiuto, per ricordarle che, anche chi è forte e vuole assistere il prossimo, ha bisogno a sua volta di sostegno.

IL FIORE CHE AMAVA SOGNARE

Un fiore, apparentemente come tutti gli altri, ha un desiderio speciale: sogna di volare nel cielo come un farfalla. Quando un forte vento gli strappa via tutti i petali, il fiore non si arrende allo sconforto ma si ingegna per realizzare il suo scopo.
Si rende conto, allora, che ciò che aveva considerato una sfortuna, è diventata invece una spinta verso l'avverarsi del suo sogno.

Torna su
PadovaOggi è in caricamento