Il musicologo Alessandro Tommasi racconta il concerto op. 20 di Skrjabin

Venerdì 26 febbraio, alle 19, l’Associazione amici OPV ha organizzato una guida all'ascolto in Casa della rampa carrarese (Via Arco Vallaresso, 32), in occasione del prestigioso appuntamento al teatro Verdi con la 50ª Stagione concertistica dell'Orchestra di Padova e del Veneto.

Il musicologo Alessandro Tommasi, studente di pianoforte al Conservatorio Pollini di Padova e collaboratore di riviste specializzate quali Franz magazine e Amadeus online, racconterà al pubblico il Concerto per pianoforte e orchestra in Fa diesis minore di Aleksandr Skrjabin.

L’opera verrà eseguita la sera stessa al teatro Verdi dall’Orchestra di Padova e del Veneto, diretta dal Maestro Min Chung e vedrà la parte solistica sostenuta dalla pianista padovana Leonora Armellini.

Composto nel 1896, quando Skrjabin aveva 24 anni ed era considerato l'erede di Chopin nella produzione pianistica, il Concerto op. 20 è una composizione profondamente lirica, ricca di temi dalla splendida cantabilità, di armonie suggestive e struggenti che ricordano i concerti di Čajkovskij e di Rachmaninov. Nonostante l’appartenenza ad uno stile romantico, che venne presto abbandonato dall’artista, il Concerto accompagnò Skrjabin nel corso di tutta la sua breve vita, che lo eseguì spesso affiancandolo al più tardo Prometeo o a lavori puramente sinfonici.

Ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti

Per informazioni
Associazione Amici OPV
348-5337860
amici@opvorchestra.it

PROFILO

Aleksandr Nikolaevič Skrjabin (6 Gennaio 1872 – 14 Aprile 1915) nacque a Mosca da una famiglia della piccola nobiltà prevalentemente impegnata in carriere militari. Iscritto a nove anni al Collegio militare per poi entrare nel corpo dei cadetti, la struttura gracile, la bassa statura e l’incontenibile propensione per la musica fecero sì che il ragazzo venisse presto dispensato da quasi ogni obbligo ed esercizio militare. Abbandonata definitivamente l’accademia, entrò al Conservatorio di Mosca con V. Safonov per il pianoforte e con A. Arenskij per la composizione e prese da lì il via per la propria carriera di pianista e compositore. Non stupisce dunque che la produzione di Aleksandr Skrjabin si concentri prevalentemente su brani per pianoforte solo, ma notevoli sono anche suoi diversi lavori sinfonici, fra cui i prodotti più celebri della sua maturità come il Poema dell’Estasi op. 54 e Prometeo, il poema del fuoco op. 60. Il suo catalogo di opere pianistiche spazia da lavori in stile tardo romantico a brani in cui la tonalità è ormai disgregata a favore di uno stile compositivo estremamente originale e anticonformista. La spina dorsale del suo catalogo sono le dieci sonate per pianoforte, che attraversano tutte le fasi della vita e della crescita musicale del compositore, ma egli divenne celebre anche per il gran numero di miniature pianistiche, quali raccolte di mazurke, notturni, improvvisi, studi, preludi, danze e poemi. Skrjabin fu un appassionato di filosofia, mistica e teosofia, cui si avvicinò gradualmente fin dalla giovane età. Non a caso è possibile trovare intenti programmatici in molti suoi lavori maturi, ma non solo, che raffigurano affermazioni di potenza creativa da parte dell’artista, richiami a forze mistiche di altri piani e violenti scontri con entità oscure.

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