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L'appello di Confesercenti: "Non prendeteci in giro, no al centro commerciale a Due Carrare"

"Altri 32mila metri quadri di superficie di vendita metteranno in ginocchio quasi 300 esercizi"

Riportiamo e pubblichiamo l'appello del presidente di Confesercenti Padova, Nicola Rossi: "No al centro commerciale a Due Carrare e, per favore, non prendeteci in giro". 

"NO AL CENTRO COMMERCIALE A DUE CARRARE". "Sono venti anni che la politica sta prendendo in giro non solo i commercianti ma tutti i cittadini - dichiara Rossi - da vent’anni infatti ci promette: 'basta consumo del suolo', 'basta centri commerciali', 'salviamo i nostri borghi'. Invece il Veneto, e a Padova, dopo essere diventate la Regione e la Provincia con il primato di metri quadri di grande distribuzione per mille abitanti, continua, come niente fosse, ad autorizzare nuove grandi strutture di vendita. Nel caso di Due Carrare, un centro commerciale di cui si discute dal 1990 (le prime richieste risalgono a quel periodo) con un percorso autorizzatorio ridicolo, con ricorsi, proteste rinunce e rilanci - continua Rossi - si giunge dopo 27 anni a dirci che non si può bloccare e che quindi deve essere autorizzato. Sia chiaro non ci stiamo. Non ci sta Confesercenti, non ci stanno i commercianti, non ci possono stare i piccoli imprenditori, ma non possono starci i Comuni, le forze politiche e sociali, le organizzazioni del territorio".

SALVAGUARDIA DEL SUOLO. "Ma quale salvaguardia? A Due Carrare ed ad Abano ma anche a Padova Est, tutti gli interventi non sono di recupero edilizio ma di semplice nuova edificazione con terra portata via all’agricoltura: non prendeteci in giro".

TUTELA DEGLI ESERCIZI COMMERCIALI. "L’apertura di ulteriori 32mila metri quadrati di superficie di vendita metterà in ginocchio quasi 300 esercizi commerciali nell’area che va dalle Terme all’Adige toccando Tribano (Conselve con l’Iperlando ha già dato) ed Este: non prendeteci in giro".

BASTA GRANDE DISTRIBUZIONE. "Nella provincia di Padova siamo a 538mq di GDO ogni mille abitanti. Dal momento che gli abitanti sono fermi e la GDO continua ad aprire supereremo qualunque record a breve. Le stesse organizzazioni della grande distribuzione devono cominciare a ragionare con noi per fermare questo scempio altrimenti distruggeremo l’intero sistema distributivo: non prendeteci in giro".

SALVIAMO I BORGHI. "Politiche nazionali in difesa e per la promozione dei borghi buttate al vento da queste mega strutture che desertificano i nostri borghi: che ne sarà degli operatori di Arquà Petrarca, di Torreglia, di Monselice, di Este e via dicendo? Non prendeteci in giro".

SVILUPPIAMO IL TURISMO. "Come? Distruggendo il tessuto di piccole imprese, di artigiani, di commercianti che costituiscono il patrimonio storico turistico del nostro territorio e mandiamo i turisti nei grandi centri commerciali. Probabilmente c’è un po' di confusione. I turisti stranieri di centri commerciali ne hanno a bizzeffe nei loro Paesi e non vengono certo in Italia per fare shopping nelle grandi strutture. Vogliono vedere ed acquistare nelle botteghe storiche ma noi le distruggiamo: non prendeteci in giro".

CRESCERÀ L’OCCUPAZIONE. "I dati sono certi, ogni nuovo assunto nella GD comporta la perdita di 4-5 posti di lavoro nel settore tradizionale. Risultato, nella bassa perderemo circa altri 650 posti di lavoro: non prendeteci in giro".

DIFENDIAMO IL MADE IN ITALY. "Il made in Italy non è solo fatto di prodotti alimentari, di abbigliamento, di artigianato, di cultura, ma è anche fatto di quel patrimonio storico culturale economico rappresentato dalle centinaia di professionalità che si muovono in tanti piccoli borghi con la loro tradizione che sanno presentare le ricchezze territoriali, che le sanno combinare tra loro che sanno proporle. Anche questo è il made in Italy, e con i centri commerciali lo stiamo distruggendo: non prendeteci in giro".

L'APPELLO DI CONFESERCENTI. Confesercenti Padova lancia un appello a tutte le forze politiche, alle forze sociali, ai piccoli imprenditori, alle loro organizzazioni, ai Comuni, ai rappresentanti della grande distribuzione, alle organizzazioni sindacali, ai movimenti ed infine alla Regione: "Fermiamo questo scempio, blocchiamo questi nuovi centri commerciali"."

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