Fase 2, lettera di Confartigianato ai Prefetti veneti: «La tensione sociale è in pericoloso aumento»

Scirvono i presidenti delle Confartigianato provinciali del Veneto: «Chiediamo l’avvio di una fase in cui chi opera in sicurezza lo possa fare immediatamente, così da evitare l’ulteriore aggravarsi delle tensioni economiche e sociali»

Roberto Boschetto, presidente di Confartigianato Imprese Padova, e i presidenti delle Confartigianato provinciali del Veneto hanno scritto una lettera aperta ai rispettivi Prefetti. Obiettivo: evidenziare il problema della crescente tensione sociale alimentata dalla diffusa percezione tra le migliaia di soci che, fermo restando la priorità inderogabile di protezione della salute, non si stiano adottando le scelte più idonee a limitare il drammatico danno economico che il Paese, le imprese e i singoli artigiani stanno subendo.

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Lettera aperta

Il sistema Confartigianato del Veneto chiede in modo corale ai Prefetti - nel loro fondamentale ruolo di rappresentanti del Governo nel territorio - di farsi portatori di questo appello ed intervenire con la massima urgenza affinché il Governo adotti i provvedimenti adeguati. Affermano in coro i presidenti: «Abbiamo finora arginato la tensione portando avanti la prospettiva prioritaria della salute con la consapevolezza che questo rappresenta un interesse generale e superiore. Ad oggi, ad oltre due mesi dall’inizio del blocco delle attività, abbiamo ben chiaro tutti che con il virus dobbiamo convivere e sappiamo anche che questo richiede misure adeguate in termini di sicurezza. Ci siamo impegnati perché venissero predisposti i necessari protocolli e ci stiamo adoperando per la loro diffusione e applicazione. Ma ad oggi questo non è più sufficiente. A fronte del Dpcm del 26 aprile l’intensità con la quale i nostri soci ci esternano le loro preoccupazioni è aumentata in maniera significativa, stante l’ulteriore rinvio della generalizzata operatività, in virtù delle perdite in termini di fatturato, di concorrenzialità nei mercati, di posizionamento nelle filiere. Dal nostro osservatorio privilegiato frutto del contatto quotidiano con decine di migliaia di telefonate, mail ed incontri on line con i nostri associali emerge con estrema chiarezza che il prolungarsi dell’incertezza stia creando problemi su diversi fronti che devono assolutamente essere presidiati e per quanto possibile disinnescati: c’è il tema dell’utilizzo illecito degli aiuti di stato, dell’usura e dell’introduzione di capitali illeciti nel tessuto economico (lavaggio di denaro illecito) ed il tema della sicurezza informatica. Ben consapevoli che la battaglia contro il Covid-19 avrà tempi più lunghi del previsto e deve essere affrontata con un controllo accurato del rischio statistico, chiediamo l’avvio di una fase in cui chi opera in sicurezza lo possa fare immediatamente al fine anche di evitare l’ulteriore aggravarsi delle tensioni economiche e sociali. Analogamente è necessario mettere i cittadini nella condizione di poter circolare purché lo facciano in sicurezza. Le continue deroghe agli stop produttivi e il progressivo rianimarsi spontaneo delle città potrebbero viceversa farci scivolare in una non gestione del rischio di contagio».

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