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Nostra Terra e il "No" al centro commerciale del Catajo: "serve chiarezza subito"

Il comitato pone una serie di dubbi e ombre sulla vicenda che riguarda la costruzione del mega centro commerciale di Due Carrare e che sta sollevando un vespaio di polemiche

Il comitato “Terra Nostra”, interviene sulla questione del Catajo, sollevando alcune perplessità. “Dopo mesi di stallo- si legge- la vicenda del centro commerciale che si vuole costruire a Due Carrare ha subìto in questi giorni da parte del Comune un’improvvisa e sospetta accelerazione, che solleva una serie di interrogativi su cui occorre far riflettere”.E

PROGETTO

“Lunedì 23 ottobre, con brevissimo preavviso, il sindaco convoca una pubblica assemblea per illustrare il nuovo progetto di Deda. In questa occasione presenta ai cittadini l’avvocato Andrea Cimino, spiegando che il Comune gli ha conferito un incarico per formulare un parere legale sull’iter della vicenda. Il responsabile dell’ufficio tecnico comunale sostiene che l’incarico è stato conferito il 10 ottobre. Tuttavia all’albo pretorio del municipio non è mai apparsa notizia dell’incarico, come avrebbe dovuto, né risulta acquisito alcun parere legale. A quale titolo allora l’avvocato Cimino è stato incaricato di illustrare tale parere in un pubblico incontro? Ci chiediamo inoltre: quali quesiti gli sono stati posti?”

COMMISSIONE AMBIENTE

“Giovedì 26 ottobre viene convocata la commissione Ambiente del consiglio comunale per discutere del nuovo accordo di programma con Deda. Gli interessati spiegano già in apertura di seduta di aver ricevuto la relativa documentazione oltretutto parziale solamente poche ore prima, e chiedono un rinvio della seduta per poter esaminare il materiale con la dovuta attenzione. Tale richiesta risulta sia stata accolta ma non verbalizzata”.

ACCORDO DI PROGRAMMA

“Tra i documenti forniti figura lo schema del nuovo accordo di programma, protocollato in data 23 ottobre, quindi tre giorni prima: in esso si cita un permesso a costruire del 2011 (nr. 50) tuttora valido ed efficace per effetto del cosiddetto “decreto del fare” del 2013, in cui si prevede la proroga automatica di tre anni dei termini di scadenza. Tale scadenza avrà luogo quindi il 21 novembre prossimo, considerando che l’inizio lavori risulta indicato nell’apposito tabellone esposto in data 21 novembre 2011 anche se dagli atti risulta che l’effettivo avvio dei lavori comunicato dalla ditta al Comune sia avvenuto il 10.11.2011. Non si capisce perché il tabellone sia stato oltretutto cambiato pochi giorni fa con essenziali omissioni e modifiche (la ditta attuatrice ora risulta Deda srl e non più Belvedere spa)”.

DATA MISTERIOSA

“Un simile passaggio enunciato nello schema di accordo di programma suggerisce che Deda mira a vedersi approvare l’accordo stesso prima della scadenza del 21 novembre (il Comune ipotizza un apposito consiglio da convocarsi a quanto si dice in data 10 novembre), e soprattutto che punta a sfruttarne l’attuale validità. In ogni caso, va sottolineato che il Comune stesso ha ripetutamente e pubblicamente sostenuto di voler sottoscrivere un nuovo accordo nel più breve tempo possibile per smarcarsi dall’iter precedente, particolarmente intricato e per diversi aspetti oscuro, e per seguire una linea di trasparenza: in realtà, così facendo sta di fatto agganciandosi proprio a quell’iter che critica. C’è un solo modo per uscirne e fare davvero chiarezza: fissare la data di approvazione dell’accordo di programma dopo la naturale scadenza del titolo edilizio, quindi dopo il 21 novembre”.

ACCESSO AGLI ATTI

“All’albo pretorio non è tuttora comparso il provvedimento di incarico al professionista che dovrà seguire l’iter della vicenda, come prescrive l’apposita delibera del 31 luglio scorso. Nel contempo, è stato preannunciato un consiglio comunale, dapprima indicato sui giornali per il 30 ottobre, e poi spostato secondo le ultime indicazioni al 10 novembre. Va comunque rilevato che il professionista in questione non ha partecipato a nessuna delle fasi preliminari, a partire dal tavolo di concertazione dell’8 agosto scorso in cui le parti interessate hanno formulato le loro osservazioni. Per parte nostra abbiamo presentato formale richiesta di accesso civico agli atti, protocollata in data 19 ottobre; ma ad oggi non abbiamo ricevuto risposta”.

CHIAREZZA

“Abbiamo preso nota con viva preoccupazione delle dichiarazioni rilasciate in data 26 ottobre dal titolare del Catajo Sergio Cervellin, in cui riferisce che nei mesi scorsi il Comune di Due Carrare gli ha chiesto di poter ospitare una visita di amministratori locali e di ospiti spagnoli, visita avvenuta l’1 giugno. Viene adombrato il sospetto che della delegazione spagnola facessero parte anche alcuni esponenti dello studio di architettura che ha poi redatto il progetto del centro commerciale. Se ciò fosse vero, significherebbe che almeno dal maggio scorso l’amministrazione comunale aveva maturato la propria decisione politica al riguardo, all’insaputa della cittadinanza e degli stessi consiglieri. In conclusione ci chiediamo, ma soprattutto chiediamo al sindaco, se questo sia il suo concetto di trasparenza da lui tante volte evocato. E chiediamo a lui, ma anche ai consiglieri di maggioranza, se non ritengano doveroso sospendere gli atti in corso e il consiglio comunale per far sì che sulla vicenda venga fatta una doverosa chiarezza vista l’importanza della questione”.

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