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Curva e Padovanello, la replica di Giordani e Bonavina al direttore Mirabelli

L'amministrazione comunale: «Padovanello, manca il progetto della società. Siamo in attesa. La curva? In 23 anni nessuno ha mosso un dito»

Il presidente dimissionario, il direttore che fa capire che dopo il fallito secondo match point, intesa come promozione in Serie B, non si potrà più investire com'è stato fatto in questi due anni, sono solo due degli elementi che fanno intendere che attorno al Calcio Padova tira una brutta aria. La sensazione, partecipando all'incontro con la stampa avvenuto lunedì 28 giugno all'Euganeo, è che per primo il direttore sportivo Mirabelli non si aspettava di trovarsi in questa situazione. Difficile. Arrivato in sostituzione di Sean Sogliano, Massimiliano Mirabelli nel giorno della presentazione ha chiarito immediatamente quelli che erano i suoi obiettivi. Non si sa se fosse solo ottimismo o altro, ma le sue dichiarazioni il giorno dell'insediamento erano tutte improntate sulla necessità di portare il Padova dove merita, sottintendendo che non fosse la Serie C la sua giusta dimensione. Neppure il cambio di panchina ha permesso quel salto indispensabile, nonostante l'ottima striscia di Massimo Oddo. Poi il calcio però, rimane comunque un gioco. Per quanto smuova grandi interessi e grandissime passioni, rimane sempre il fattore dell'imponderabile, di quello che non si può prevedere. Che può essere un gol subito di mano, come nel caso di Trieste la stagione scorsa, il palo o la super parata del portiere del SudTirol quest'anno a Bolzano o un colpo di testa (inteso come follia) di uno dei giocatori più rappresentativi, Ronaldo. Su quest'ultimo punto sarebbe pure interessante capire quale sia la strategia dietro all'attacco molto diretto portato dallo stesso Mirabelli al (ex) capitano del Padova. «Ci ha fatto fare una figura di merda planetaria, è stato multato», non è necessariamente un buon modo per affrontare quella che inevitabilmente dovrebbe essere una cessione da fare. Perché qualcuno dovrebbe comprare un giocatore di cui chi ne è proprietario, parla male? E poi è corretto continuare a ripetere, per quanto ci abbiano messo del loro, ben inteso, che la colpa del disastro di Palermo è solo dei giocatori? Il calcio è strano perché i protagonisti vivono quotidianemente di frasi di circostanza, quasi sempre tutte uguali, ma poi hanno questi strani slanci che non si capisce se sono frutto dell'autenticità dei personaggi stessi o a loro volta un "colpo di testa", non tanto meno gravi di quello commesso dal calciatore brasiliano. Giova davvero creare questa tensione con i giocatori se bisogna prima venderli? O è anche questa una strategia? E' adesso che il direttore sportivo deve dimostrare di essere di un'altra categoria, allestendo una squadra che sia competitiva senza però il budget e la libertà di chi lo ha preceduto. Una sfida difficile che immaginiamo si sarebbe evitato volentieri. Riguardo le sue critiche all'amministrazione per la gestione Padovanello e Stadio, nella video intervista la risposta dell'assessore allo sport Diego Bonavina, che è poi la stessa posizione del Sindaco e dell'amministazione tutta: «Massima disponibilità riguardo il centro sportivo che sarebbe anche una opportunità di riqualificazione per un'area che ne gioverebbe tantissimo. Ma è la società che deve presentare il progetto e la documentazione, non può farlo il Comune di sua iniziativa. Per quanto riguarda la curva sappiamo bene che avrebbe dato una spinta in più alla squadra, per questo la vogliamo e la stiamo facendo. Ci sono stati dei problemi nel reperire i materiali, cosa accaduta nono solo a noi visti i tempi che stiamo vivendo», ha chiarito Bonavina. «Giordani è stato presidente, io ho vestito quella maglia. Ci teniamo eccome al Padova. Prima di tutto siamo tifosi dei colori biancoscudati, per questo l'amministrazione si sta impegnando per andare in aiuto della società». 

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