Colli Euganei: tutto chiuso, perdite pesanti

Solo pochi- ristoranti e cantine- riescono a fare qualche delivery e consegne a domicilio. Ma quasi tutti hanno i cancelli chiusi, e zero entrate

Pasqua e Pasquetta. Un periodo che ha sempre visto assoluti protagonisti i Colli Euganei. Ogni anno in passato si vedevano migliaia e migliaia di persone, tra scampagnate, visite fuori porta, pic nic sull’erba, visite culturali a musei, ville , castelli. Giornate da vivere tra natura, cultura e buon cibo all’aria aperta, oppure negli agriturismi, trattorie, ristoranti. Quest’anno tutto chiuso, e lo sarà per tutto il mese di aprile, lo è stato per tutto marzo, da sempre mesi di altissima stagione. Tutte le attività hanno dato massima collaborazione al fine di debellare la pandemia che proprio sui Colli ha visto il primo caso nazionale, e la collaborazione degli operatori è totale. 

Affari e natura

Solo pochi- ristoranti e cantine- riescono a fare qualche delivery e consegne a domicilio. Ma quasi tutti hanno i cancelli chiusi, e zero entrate. E per certe attività impossibile lasciare a casa i dipendenti, perché la Natura non si ferma e in ambito agricolo e naturalistico – nei vigneti, negli uliveti e nei campi, e anche nei Giardini storici e nei golf club- il lavoro deve continuare. 

Chiusura

Per sottolineare quanto diventi pesante la chiusura di marzo e aprile per le aziende dei Colli, i proprietari e i gestori dei beni naturalistici e museali dei Colli Euganei hanno scritto una lettera appello indirizzata al Presidente della Regione Luca Zaia, all’assessore al Turismo Federico Caner, e a tutti i rappresentanti politici parlamentari.
La lettera è firmata da Giardino Monumentale di Valsanzibio, Castello del Catajo, Castello di San Pelagio, Tenuta Frassanelle, TVB-Museo Civico della Navigazione Fluviale (comunale, gestito dall'associazione TVB), Villa dei Vescovi, Golf Club Montecchia, Golf Frassanelle, Golf di Galzignano, Golf Padova e Antiche Vie di Navigazione: «Tutte le attività dei Colli Euganei, vedono una perdita di circa un terzo degli incassi dell’anno 2020 rispetto al trend medio degli ultimi tre anni. Aprile è infatti un mese di altissima stagione, e l’incasso della sola giornata di Pasquetta per molti è equivalente ad un mese di lavoro. 
Nella totale collaborazione con il decreto parlamentare, al fine di contenere la diffusione e nella speranza di veder sconfitto quanto prima il virus Covid 19, tutte le attività collaborano con massimo rispetto della normativa, ma riteniamo indispensabile sottolineare l’enorme sacrificio economico a cui andiamo incontro». 

Spese fisse

“Le attività private -continuano - vedono una totale assenza di entrate, spese fisse inderogabili (in attività dove ci sono Giardini storici e nei golf club la manutenzione continua e i dipendenti lavorano) che solo pochissime realtà molto floride possono permettersi di affrontare, mentre la grande maggioranza si trova in difficoltà. La perdita sarà di oltre il 60% degli incassi del 2020 rispetto al trend degli ultimi anni. Marzo, aprile e maggio sono i mesi di maggior flusso turistico sui Colli Euganei, che permettono alle attività di ripagare gli investimenti fatti e giustificano l’impegno lavorativo. Inoltre, nel momento in cui si auspica l’emergenza sanitaria potrà dirsi superata nel nostro paese e sarà permesso ritornare a svolgere l’attività, quest’anno mancheranno praticamente del tutto i turisti provenienti dall’estero, che rappresentano il 50%. Possiamo considerare di poter al massimo realizzare il 20% rispetto agli incassi degli scorsi anni. E stiamo facendo una analisi estremamente ottimista. Importi quindi insufficienti  per provvedere alle spese base di minima manutenzione e pulizia, tanto meno insufficienti a garantire gli stipendi ai dipendenti».

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Indennizzo

Gli operatori del comparto hanno fatto richieste specifiche: «Chiediamo quindi un indennizzo pari a 80% del fatturato dei mesi di marzo e aprile del 2019 a fondo perduto. Questo in attesa di capire quanto durerà il lock down. Ricordiamo alle istituzioni che le attività private che qui rappresentiamo, a loro volta sono volano di incassi di attività quali ristoranti, bar, agriturismi, cantine, e sono di fatto tra i maggiori contribuenti dei Comuni. Il non incasso di questi implica la riduzione drastica delle entrate nei Comuni di competenza. La richiesta è finalizzata al fine di far sopravvivere il territorio, nella speranza di poter ripartire nel 2021».

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