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Ascom Confcommercio Padova, il 2018 si apre con l'Iva: a rischio la detrazione

Problemi se le fatture non arrivano entro il 15 gennaio. Bertin: “C’e’ il serio rischio che piu’ di qualcuno abbandoni per l’impossibilita’ di star dietro ad una burocrazia senza riscontri nei paesi civili”

C’era una volta (e c’è ancora) l’ansia da prestazione. Ma dal 1° gennaio 2018, per chi ha un’impresa o comunque un lavoro autonomo, c’è anche l’ansia “da detrazione”. Infatti, il diritto a detrarre l’iva sugli acquisti,”grazie” alle novità introdotte dal legislatore nell’anno 2017, è adesso condizionato dalla tempestività nella registrazione del documento. “Prima della modifica normativa – spiegano i tecnici dell’ufficio tributario dell’Ascom Confcommercio di Padova - l’iva la si detraeva nell’anno in cui veniva registrata la fattura con il limite temporale dei due anni da quando era sorto il diritto alla detrazione. Ora l’iva dell’anno 2017, per poter essere detratta, deve transitare nella dichiarazione iva annuale di riferimento che va presentata entro il 30 aprile 2018”.

LA POLEMICA.

“A termini così ristretti bisogna dunque rispondere con tempestività da centometristi nel reperire e registrare i documenti dal momento che, a parte il difficile coordinamento dei nuovi termini con le liquidazioni dell’iva del mese di dicembre o di quella annuale, per i contribuenti mensili che dovranno versare l’iva del mese di dicembre entro il prossimo 16 gennaio, le fatture datate 2017 ricevute dopo il 16 gennaio creeranno un credito di iva da computare l’anno successivo. Dunque: chiedere (supplicare) che le fatture arrivino, massimo, entro il 15 gennaio!”, dichiara Ascom Confcommercio.

LE IMPOSTE.

“Una maledetta complicazione peraltro ancora al vaglio dei tecnici (“Non è chiaro – spiegano all’ufficio tributario dell’Ascom – cosa succederà nel caso l’impresa dovesse ricevere fatture datate 2017 dopo aver presentato la dichiarazione annuale iva. L’imposta sarà ancora detraibile?) e che si somma alle altre maledette complicazioni intervenute nel frattempo come la comunicazione all’Agenzia delle Entrate entro fine febbraio dei dati di tutte le fatture emesse e ricevute nel secondo semestre 2017. “Un tempo – chiosa il presidente dell’Ascom, Patrizio Bertin – si diceva che si “raschiava il fondo del barile” per dire che di polpa ce n’era ormai poca. Oggi lo Stato sembra essere andato oltre e per la sua incapacità di eliminare gli sprechi, carica le imprese di tanti e tali obblighi che finirà che più di qualcuno abbandonerà per “manifesta impossibilità” di star dietro ad una burocrazia che credo non abbia riscontri in nessun Paese civile.

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