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Via Dante chiusa al traffico? Ascom: «Non servono provvedimenti spot»

Il presidente di Confcommercio Patrizio Bertin commenta la proposta spiegando che l'amministrazione comunale deve approntare un piano complessivo della viabilità cittadina

Siccome alle parole preferisce i fatti, Patrizio Bertin, anche su via Dante conferma la linea: «Un intervento spot non serve a nessuno. O meglio, può servire per ottenere un po’ di visibilità, ma per risolvere i problemi serve un approccio pragmatico e concreto». Come è avvenuto, ormai qualche anno fa, per via Porciglia: là un progetto dell’Ascom Confcommercio sostenuto dall’amministrazione comunale, ha letteralmente trasformato una strada degradata facendola diventare una delle vie più frequentate della città. Purtroppo il progetto, spiega Ascom- che prevedeva un asse in grado di rivitalizzare anche via Zabarella e via del Santo non è stato più completato col risultato che quelle vie non sono diventate un nuovo Liston com’era invece nel progetto dell’Ascom.

Strada importante

«Che via Dante sia una strada importante – continua Bertin – non vi è dubbio. Proporne però la pedonalizzazione, magari col retro-pensiero di impedire il traffico anche in corso Milano, mi pare una scelta senza futuro. Io capisco che a ridosso delle elezioni comunali ci sia la necessità di accreditarsi presso i residenti che sono quelli che votano, ma la città non vive di soli residenti ma anche di gente che viene da fuori e di attività che senza quella gente sono destinate a morire. D’altra parte, mesi di lockdown prima e di quasi lockdown dopo, dovrebbero averci insegnato quanto sia triste una città senza persone, senza locali e senza negozi aperti». Dunque, che risultati può sortire una chiusura di via Dante se non inserita in un contesto di viabilità urbana degno di questo nome? Della Prandina il presidente dell’Ascom Confcommercio non intende parlare (“A suo tempo ho promesso che di Prandina avrei parlato solo a pandemia conclusa”) ma è evidente che anche quello spazio e la sua destinazione, rientrano in un contesto nel quale si fa fatica a non scorgere una sottovalutazione visto che, in quel quadrante cittadino insisterà, fra qualche tempo, anche il nuovo polo universitario che sorgerà all’ex caserma Piave. «Certo – conclude Bertin – via Dante non è adatta a sostenere un traffico da tangenziale, ma non è che chiudendo quell’arteria al traffico si risolva il problema, semmai si sposta. Ed infatti, non per niente, i residenti di piazza Mazzini hanno altre idee al riguardo. Per cui: l’amministrazione, se vuole veramente approntare un piano della viabilità, deve avere il coraggio di avanzare una proposta complessiva e, soprattutto, deve avere la disponibilità ad accogliere i suggerimenti anche di chi, non solo residenti ma anche operatori, di questa città sono l’anima».

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