Coronavirus, da Padova un aiuto per il Kenya

Fondazione Fontana Onlusha deciso di avviare una raccolta fondi per aiutare le popolazioni che stanno affrontando il contagio, senza il supporto di strutture in grado di curare adeguatamente la malattia

E’ nella solidarietà che si misura il grado di civiltà di un paese civile. Non è facile volgere lo sguardo alle popolazioni più povere quando tutte le economie moderne stanno ancora combattendo la loro battaglia contro il Coronavirus e mentre si profila nel prossimo futuro una crisi economica senza precedenti. Eppure è proprio in momenti come questi che tendere una mano consolida le relazioni e rapporti con i popoli che stanno affrontando gli stessi problemi con le difficoltà legate al mancato sviluppo della ricerca scientifica, con l’aggravante della povertà e l’assenza di comunicazione.

Kenya

E’ per questo che Fondazione Fontana Onlus, che da sempre si occupa di fragilità in Kenya, ha deciso di avviare una raccolta fondi per aiutare le popolazioni che stanno affrontando il contagio, senza il supporto di strutture in grado di curare adeguatamente la malattia, come al contrario avviene nel resto del mondo. “Le conseguenze di questa pandemia su molti nostri concittadini sono drammatiche e a loro va giustamente la nostra solidarietà. Nello stesso tempo non possiamo dimenticare che per molte persone che vivono in paesi meno attrezzati del nostro, lockdown vuol dire rischiare di morire di fame”, afferma Pierino Martinelli, direttore di Fondazione Fontana.

Epidemia

L’epidemia di Covid 19 sta creando In Kenya un’emergenza sanitaria ed alimentare perché alla limitata disponibilità di acqua pulita si aggiunge la difficoltà di reperimento di saponi, disinfettanti e mascherine. Inoltre molte famiglie vivono di piccoli commerci e lavori a giornata che le restrizioni causate dall’epidemia di Covid-19 hanno diminuito drasticamente o bloccato del tutto. Il Saint Martin CSA, L’Arche Kenya e Talitha Kum si stanno mobilitando per aiutare 230 famiglie che vivono situazioni di particolare necessità. L’iniziativa prende il nome di “Tuko Pamoja” – Siamo insieme.

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