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Attualità Ponte San Nicolò

«Adriano è in mezzo a noi, perchè adesso è eterno»

Una struggente omelia ha caratterizzato ieri 14 aprile la messa nella parrocchia di San Nicola a Ponte San Nicolò dove l'ingegnere di 57 anni ha svolto un ruolo di collante, coordinatore e promotore di molteplici iniziative a favore della sua gente

Ieri mattina, 14 aprile, la parrocchia di San Nicola a Ponte San Nicolò ha ospitato la tradizionale messa domenicale. Tutte le attenzioni sono state rivolte verso il compianto Adriano Scandellari, l'ingegnere di 57 anni morto tragicamente nel disastro della centrale idroelettrica nel bolognese. Un centinaio i fedeli che hanno affollato la parrocchia e hanno ascoltato in religioso silenzio l'omelia di don Daniele Cognolato, che fin dal primo momento si è subito messo a disposizione della moglie di Adriano, Sabrina e delle sue figlie. Adriano, infatti, era una figura importante della comunità, un collante, un amico a cui appoggiarsi in qualsiasi istante. Dopo il dolore e le lacrime, è ora il momento del ricordo, ma anche della riflessione. Alla cerimonia non ha preso parte la moglie di Adriano, che è rimasta a casa avvolta dall'affetto di parenti ed amici che adesso avranno il difficile compito di accompagnarla in questa fase delicata della vita.

La parrocchia di San Nicola

L'omelia

«Adriano - ha detto il parroco - è qui con noi perchè ora è diventato eterno. Il vangelo odierno ci ricorda la risurrezione. Gesù si manifesta ai suoi discepoli come aveva promesso. Essi però non avevano compreso le parole. Nonostante avesse loro annunciato la sua passione, morte e risurrezione, sono sconvolti». Dopo questa premessa è entrato nel vivo della tragedia che ha sconvolto la comunità: «Al pari dei discepoli, anche noi comprendiamo le esperienze della nostra vita solo dopo che le abbiamo vissute. Esse sono irripetibili e hanno i tratti dell'unicità. Così avviene per chiunque abbia perso una persona cara di rendersi conto a posteriori di tante cose preziose che prima sembrano scontate». Ha precisato: «Prima viviamo e poi, se prestiamo attenzione, possiamo comprendere». Ripercorrendo il passo del vangelo di ieri don Cognolato ha puntualizzato: «L'apparizione di Gesù risorto permette ai discepoli di comprendere la sua storia attraverso due esperienze: attraverso l'incontro con la sua carne ferita innanzitutto, che permette loro di riconnettersi con il cammino condiviso con lui e l'invito a mangiare insieme che consente loro di portare avanti la comunione che lui avevo loro insegnato». Poi la conclusione: «Oggi che la nostra comunità vive un momento di dolore e di passaggio guardiamo ancora alla risurrezione di Gesù. Stringendo le mani gli uni degli altri sentiamo ancora il contatto con Adriano, camminando insieme proseguiamo la strada che lui ha trascorso con noi e condividendo anche questa eucarestia insieme, sappiamo di rivolgerci insieme a quel Padre presso il quale il nostro fratello ora vive». 

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