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Niente Grecia o Sardegna, loro vanno in vacanza all'Arcella

La storia di una coppia che ha deciso di passare le proprie ferie alla scoperta del quartiere più complesso e contraddittorio della città: "Altro che pericoloso. Abbiamo conosciuto realtà e persone fantastiche"

La coppia in giro per il quartiere

Mentre in Italia (e nel mondo) si discute di Green Pass si o Green Pass no, si rimandano vacanze, si cancellano voli all'estero e si teme di non poter andare in vacanza, c'è chi le proprie ferie le ha passate in un modo assolutamente insolito, andando alla scoperta di un quartiere. E non uno qualsiasi, ma quello attualmente più "cool" della città e che ultimamente sta spingendo forte per cambiare una volta per tutte la sua storia, o almeno il modo di raccontarla. Loro sono Davide e Serena ed hanno scelto di andare in vacanza all'Arcella.

Il “blog”

A raccontarlo è Davide, che sulla sua pagina Facebook ha descritto una tre giorni indimenticabile, in cui insieme alla sua compagna ha riscoperto il forte impatto popolare che regala l'Arcella. “Assieme a (ovvero "Convinto da") Serena ho trascorso una indimenticabile tre-giorni all'Arcella, con l'intento dichiarato di non oltrepassare mai il confine del cavalcavia Borgomagno. Perchè, chiederete voi? In realtà me lo sto chiedendo anch'io» scrive Davide Merlin sulla sua pagina «ma di fatto siamo stati estremamente colpiti da quel processo sociale di rinnovamento e rivitalizzazione del quartiere da parte dei residenti, soprattutto giovani, di cui Arcellatown e Sguardi d'Arcella rendono conto, facendo eco delle bellissime iniziative che vi si svolgono. Sono legato a questa parte di Padova per tanti motivi: ci ho vissuto i miei primi anni di vita, ci ho studiato alle superiori (la mitica sede arcellana del Marchesi!), ci lavoro tuttora».

Le scoperte

«Di fatto ho (vorrei dire "abbiamo", ma Serena era già più avanti di me in questo) imparato moltissime cose: innanzitutto Arcella non è un dormitorio da cui scappare durante la giornata per le proprie occupazioni giornaliere: è un bellissimo contentrato di vita, un microcosmo tutto da vivere» prosegue il racconto «e poi ho imparato quanto potere abbia l'unità di intenti, la contagiosità della creatività e la messa in opera di idee, progetti, sogni... davvero: non si finisce mai di comprendere il detto "l'unione fa la forza".

Gli incontri e le realtà arcellane

«Non voglio dire che l'Arcella sia il più bel posto del mondo, ma sicuramente merita molto più di quello che gli riserva l'opinione pubblica (e comunque è di gran lunga migliore di Mortise). Il coraggio delle donne (andate alla libreria Limerick oppure a bervi un cocktail da Aperture - cocktail bar, una favola!), la magnifica ospitalità del b&b Da Coco (fateci un giro anche solo per guardarne le splendide decorazioni murarie, se non per apprezzarne la sostenibilità green... grazie Irene!!), la ricchiezza di murales, l'autoironia arcellana, la cucina eccellente (tra le tante: avete mai provato il kebab di Fathi, la cucina vegetariana dell'Osteria di fuori porta, la pasticceria Le Sablon Padova e, last but not least, i tramezzini del Corner Bar?), la ricchezza di una cultura inclusiva e condivisa (avete mai bevuto un succo di Guanabana?)... Insomma: l'arcella è davvero bella (cit. Arcella Bella). Non poteva esserci posto migliore per festeggiare un traguardo importante».

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