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Padova città capofila della Giornata europea della Cultura ebraica: la visita delle istituzioni al cimitero di via Wiel

Le istituzioni cittadine hanno visitato domenica 30 maggio il cimitero storico di via Wiel

Una passeggiata che ha un alto valore simbolico, quello della ripartenza dopo la pandemia e quello del dialogo che salda ancor di più le già forti relazioni tra le istituzioni cittadine e la Comunità ebraica di Padova. Dialogo che è anche il tema della Giornata europea della cultura ebraica, a ottobre, per la quale Padova è stata scelta come città capofila. Per questo la Comunità ha deciso di festeggiare questa importante selezione invitando le autorità cittadine a una visita speciale nel luogo più antico che la rappresenta: il cimitero storico di via Wiel.

Cimitero storico

Nella mattinata di domenica 30 maggio il Magnifico rettore Rosario Rizzuto, l’assessore alla Sicurezza Diego Bonavina, l’assessora all’Ambiente Chiara Gallani e l’assessora alle Politiche educative Cristina Piva, insieme con l’ingegner Fabrizio Magani, direttore della Soprintendenza archeologica, belle arti e Paesaggio di Venezia, Belluno, Padova e Rovigo, hanno percorso la storia del cimitero e dei personaggi che vi sono sepolti, accompagnati dalla vicepresidente alla comunità ebraica Gina Cavalieri dal presidente Gianni Parenzo e dal rabbino capo Adolfo Locci. Alle 11.30 è stata organizzata una seconda visita questa volta dedicata ai residenti del quartiere.

Visite

«È un importante segnale di interesse e vicinanza quello che cogliamo dall’Università di Padova e dall’amministrazione cittadina – spiega la vicepresidente Gina Cavalieri - e giunge in un anno decisivo per noi, con Padova nominata città capofila per le celebrazioni della Giornata europea della Cultura ebraica che si terrà ad ottobre. L'evento si svilupperà sotto il segno del Dialogo, parola-simbolo che in questo periodo così difficile ci insegna ad arricchirci delle nostre reciproche differenze». «Ci stiamo preparando con grande impegno a quella che per noi sarà la  Settimana della cultura ebraica», continua Cavalieri, «Gli eventi proseguiranno dal 9 al 17 ottobre E  porteranno in città ospiti illustri e iniziative culturali di rilevanza  nazionale. Anche in quella occasione contiamo sulla partecipazione ed il coinvolgimento delle istituzioni cittadine e regionali, che sempre ci dimostrano il loro appoggio”.

Tombe celebri

Padova, del resto, è stata scelta proprio per il grande esempio di integrazione e partecipazione a tutti i livelli nella vita cittadina, e non solo, che la Comunità ebraica ha avuto nei secoli, anche nei momenti più difficili. E queste sono state anche le condizioni affinché Padova diventasse presto un centro di studi ebraici di importanza europea. Fra le tombe in via Wiel, cimitero che è stato in funzione fino al Settecento, c'è per esempio quella del rabbino Meir Katzenellenbogen (1473-1565), uno degli studiosi più importanti della sua epoca, che richiama ancora visite da tutto il mondo. E fra i personaggi che hanno dato lustro sia alla Comunità che alla città di Padova possiamo ricordare poi il rabbino e medico Moshe David Valle (1697-1776), sepolto anch'egli in via Wiel. Ma anche Samuel David Luzzatto (1800-1865), letterato e insegnante al Convitto rabbinico lombardo-veneto; l'avvocato Giacomo Levi Civita (1846-1922) che è stato anche sindaco di Padova dal 1904 al 1910, consigliere comunale fino alla morte e artefice dell'acquisizione da parte del Comune della Cappella degli Scrovegni. E poi ancora Vittorio Polacco (1859-1926), docente di Diritto Civile all'Università, di cui è stato rettore dal 1905 al 1910 prima di diventare senatore. E fra gli ebrei padovani che hanno contribuito alla politica nazionale possiamo ricordare Leone Romanin Jacur (1847-1928) che con la Filanda di Salzano creò uno dei primi casi di emancipazione femminile e fu anche deputato e senatore, e l'economista e politico Leone Wollemborg (1859-1932), fra i fondatori della prima Cassa rurale italiana.

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