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Il tenente Bortolani e il caccia abbattuto (Foto Alessandro Volto Voltolina, Romagna air Finders, Venturi Pierpaolo, Luca Gabriele, Aircrashpo)

Il tenente Bortolani e il caccia abbattuto (Foto Alessandro Volto Voltolina, Romagna air Finders, Venturi Pierpaolo, Luca Gabriele, Aircrashpo)

Scavi a Bagnoli, recuperati caccia e resti pilota abbattuti nel 1944

L'11 marzo 1944, gli alleati bombardarono Padova. Un gruppo di soldati si alzò in volo per limitare i danni. Tre italiani persero la vita. Il gruppo Romagna air finding ha rinvenuto corpo e aereo del tenente Bortolani

Dopo 70 anni dal bombardamento aereo che devastò il Padovano durante la seconda guerra mondiale, il gruppo Romagna air finders (Raf) è riuscito a trovare e recuperare la salma del tenente Guerrino Bortolani, caduto l'11 marzo 1944 per salvare la città assediata dagli alleati.

SCAVO A BAGNOLI DI SOPRA. Le ricerche di Bortolani erano iniziate nel 2006, dopo il rinvenimento del corpo e dell'aereo del tenente Boscutti, abbattuto nello stesso combattimento. Da allora erano stati ascoltati i testimoni oculari di quel tremendo bombardamento, per capire dove potesse essere precipitato il velivolo. Lo scavo ha avuto finalmente luogo tra il 26 e il 27 settembre, in un terreno privato di Bagnoli di Sopra.

IL TESTIMONE OCULARE. A segnalare il probabile sito dell'impatto, un ultraottantenne, che ricordava perfettamente il luogo dove cadde il caccia. "Iniziarono subito le ricerche del proprietario del terreno agricolo dove si trovava sepolto l’aereo - spiega Pierpaolo Venturi, impegnato nelle operazioni di recupero - trovato il proprietario, iniziarono i primi sondaggi con metal detector e sensori di profondità. I primi due tentativi andarono a vuoto - spiega - vista anche la grandezza della campagna, ma il rinvenimento di frammenti di alluminio avio facevano pensare che si era nel posto giusto. L’ultimo tentativo venne fatto in un campo adiacente a quello indicato dal nostro testimone e, finalmente, gli strumenti e il ritrovamento di un numero cospicuo di frammenti, fecero capire che quello doveva essere il crash site".

IL RINVENIMENTO DEL TENENTE. A quel punto si è dato il via alla macchina burocratica per ottenere i permessi necessari a far partire gli scavi: "Un problema non da poco era rappresentato da un canale d’irrigazione da dove proveniva parte del segnale", spiega Venturi. "La mattina del 26 settembre i volontari del Raf si trovarono nel campo per apprestarsi allo scavo. L’escavatore iniziò subito a togliere sabbia, terra e fango e dopo poco cominciarono ad emergere da fango e melma le prove che l’aereo impattò proprio lì: la ruota del carrello anteriore, il ruotino di coda, pezzi di motore e longheroni della fusoliera - racconta - tra i vari frammenti improvvisamente comparve quello che tutti aspettavano: il paracadute ancora chiuso sopra il quale sedeva il pilota. Finalmente dopo oltre 70 anni veniva estratto dalla terra il corpo di un ragazzo di 27 anni che morì in combattimento aereo per proteggere le proprie città".

UN MINUTO DI SEILENZIO. Dopo il rinvenimento dei resti del tenente, le operazioni sono proseguite il giorno successivo per recuperare anche altro materiale, come le bancate del motore DB605, la cloche, la pedaliera, strumenti vari di bordo e varie parti di fusoliera. Mentre il medico legale ricomponeva la salma di  Bortolani, i volontari hanno proceduto alla chiusura dello scavo, al ripristino del terreno e alla benedizione dei resti del pilota con la consegna alle autorità del comune di Bagnoli di Sopra: "Un minuto di silenzio in memoria del tenente Bortolani e di tutti i caduti concludeva la toccante ed emozionante due giorni di scavo".

IL BOMBARDAMENTO SU PADOVA. L’11 marzo 1944 gli alleati bombardarono la città di Padova. L’obiettivo era il polo ferroviario padovano, ma tutta la città subì gravi danni, che interessarono anche la basilica degli Eremitani e la cappella degli Scrovegni. Per tentare di limitare i danni, il I° gruppo caccia, guidato dal capitano Adriano Visconti, si alzò in volo a bordo dei velivoli Macchi 205 Veltro. Quel giorno persero la vita tre piloti italiani, tra cui il tenente Bortolani.

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