Cronaca

Indagato per truffa il presidente dell'Inpgi Andrea Camporese

Il giornalista padovano, a capo dell'istituto nazionale di previdenza della categoria, ha ricevuto un avviso di garanzia dalla procura di Milano nell'inchiesta su Sopaf per l'ipotesi di truffa ai danni dell'ente guidato

Andrea Camporese

Il giornalista padovano Andrea Camporese, presidente dell'Inpgi, risulta indagato per concorso nella truffa da 7,6 milioni di euro ai danni dell'istituto di previdenza nazionale della categoria. A Camporese è stato notificato venerdì dalla Guardia di Finanza un avviso di garanzia dal pubblico ministero Gaetano Ruta nell'ambito dell'indagine che lo scorso 9 maggio ha portato all'arresto di sette persone con l'accusa di aver realizzato con la holding Sopaf spa "un ingiusto profitto in danno di enti previdenziali attraverso operazioni di trasferimento di quote di Fip (Fondo immobili pubblici)" vendute all'Inpgi e al Enpam, l'istituto di previdenza dei medici, a un prezzo superiore al valore di mercato e realizzando "15.986.025 euro nell'operazione con l'Enpam e per 7.600mila euro nell'operazione con Inpgi".

COMPRAVENDITA NEL MIRINO. Camporese è accusato, in concorso con gli amministratori del gruppo Sopaf, di aver consentito alla Sopaf di ottenere un ingiusto profitto ai danni dell'Inpgi per 7,6 milioni di euro. L'inchiesta sulla holding avrebbe documentato "una consuetudine di rapporti molto stretta" tra Camporese, e "i vertici" della stessa società. Agli atti dell'inchiesta ci sono una serie di e-mail. Sopaf, il 23 febbraio 2009, come si legge negli atti, "ha sottoscritto un contratto di compravendita di ulteriori 224 quote del Fip con l'Inpgi (...) il prezzo 'immodificabile' di acquisto concordato è stato pari ad euro 30 milioni". Nel contratto in argomento, si legge ancora, "sottoscritto dal presidente dell'Inpgi, Camporese Andrea, era indicato soltanto il prezzo complessivo della compravendita, senza alcuna indicazione del valore della quota (...), né dei criteri di determinazione del prezzo".

CAMPORESE, LA NOTA. Nessun "accordo occulto o sotterfugio" nell'operazione finanziaria. Lo precisa lo stesso Camporese, che aggiunge: "Auspico che al più presto si accerti l'assoluta correttezza dell'operato mio e di tutte le persone che in seno all'Inpgi hanno lavorato per realizzare questo investimento". Di seguito riportiamo integralmente la nota del presidente dell'Inpgi:

Ho ricevuto con stupore e profonda amarezza la notifica di un atto con cui mi si informa dell’esistenza di indagini anche nei miei confronti, in qualità di Presidente dell’INPGI, in relazione a un’operazione avvenuta nel 2009 di acquisto di quote del fondo immobiliare riservato “FIP - Fondo Immobili Pubblici”, promosso dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Tale acquisto avvenne con uno sconto significativo sul NAV (Valore Unitario Netto della quota calcolato per legge dalla Società di gestione del risparmio che gestisce il fondo) e ha prodotto dal momento dell’acquisto al 30/10/2014 un rendimento annuo lordo del 9,53% sull’investimento e proventi incassati pari a € 10,7 milioni sui 30 milioni di euro investiti all’epoca.
Nonostante ciò, le verifiche degli inquirenti sarebbero incentrate su un presunto accordo esistente tra me e il venditore delle quote, che avrebbe portato al pagamento di un prezzo eccessivo delle quote stesse.
In buona sostanza, mentre le quote sono state da noi pagate € 133.333,33 ciascuna, sarebbero state, invece, acquistate dal nostro venditore a un prezzo più basso.
Confido che venga immediatamente appurato che mai alcun accordo occulto o sotterfugio è stato utilizzato in questa vicenda, come in  tutte le altre seguite dall’Ente.
L’operazione in questione, istruita dagli uffici dell’INPGI secondo le procedure interne, è stata realizzata utilizzando schemi negoziali usuali e tipici dei mercati finanziari nell’ambito di un procedimento pienamente trasparente e tracciabile in ogni passaggio e, pertanto, senza possibilità di occultare alcunché.
Gli inquirenti, al riguardo, non hanno mai neppure ipotizzato che io abbia potuto trarre un vantaggio personale dall’operazione.
Auspico che al più presto si accerti l’assoluta correttezza dell’operato mio e di tutte le persone che in seno all’INPGI hanno lavorato per realizzare questo investimento.
Me lo auguro, in particolare, per garantire la serenità di tutti coloro che svolgono compiti delicati nell’interesse dell’Istituto e che sono istituzionalmente impegnati a trattare operazioni come queste con centinaia di controparti.
Desidero ringraziare le tantissime persone che mi hanno inviato messaggi di stima, le quali, conoscendomi, non mettono in dubbio la mia onestà.

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