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Bancarotta fraudolenta, imprenditore di Fano arrestato: perquisizioni a Padova

Le fiamme gialle di Pesaro hanno stretto le manette ai polsi di un 48enne titolare di società, anche nella città del Santo, nel settore della pubblicità, call center, ristorazione e gestione di spiagge

La Guardia di Finanza di Pesaro, mercoledì, ha arrestato l'imprenditore S.C., 48 anni, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale locale, per reati di bancarotta fraudolenta. S.C. è un noto imprenditore di Fano, titolare di numerose società nel settore della pubblicità, dei call center, della ristorazione e della gestione di spiagge a Fano e Senigallia.

AZIENDE PUBBLICITARIE. Le indagini sono iniziate nel corso del 2015 esaminando le vicende di due aziende di pubblicità che si occupavano anche della vendita a primarie società di servizi (per la fornitura di energia elettrica, gas, telefonia) di liste di nominativi da contattare tramite call center. Le due aziende sono state dichiarate fallite nel luglio 2013 dal tribunale di Milano e nel luglio 2015 dal tribunale Pesaro. Dall’esame delle procedure fallimentari è emerso che S.C., pur non apparendo nelle compagini societarie delle aziende fallite, di fatto ne era l’amministratore, gestendo la contabilità e i rapporti con le banche. In tale veste aveva nascosto alla curatela la contabilità delle società rendendo così difficile la ricostruzione del patrimonio societario ed occultando, con continui prelievi di denaro dai conti correnti, somme per oltre 6,3 milioni di euro in un arco di tempo di circa 3 anni.

ALTO TENORE DI VITA. Come ricostruito dalle indagini patrimoniali della Guardia di Finanza, che hanno interessato un gruppo di ben 18 società tutte riconducibili, a vario titolo, sempre a S.C., i prelievi di denaro sono stati dirottati, in gran parte, su conti correnti personali dell’arrestato ed utilizzati per mantenere un elevato tenore di vita con abitazioni in famose località turistiche, frequentazione di ristoranti di lusso e la residenza in uno dei più noti palazzi storici del centro di Fano. Una parte delle distrazioni è stata utilizzata per finanziare nuove società (call center per attività di vendita di energia elettrica e gas). Tra gli artifici finalizzati a confondere eventuali azioni di controllo, è stato individuato il costante utilizzo di denominazioni simili tra le varie aziende costituite e, poi, fallite nel tempo. Prima della decozione, le sedi delle società venivano trasferite in altre province, mutando l’amministratore, un mero prestanome – nullatenente – che acquisiva anche le quote societarie.

PERQUISIZIONI ANCHE A PADOVA. Oltre all’arresto di S.C., e la denuncia di ulteriori 16 persone, la finanza ha proceduto alla perquisizione di 20 società operanti a Fano, Senigallia, Rimini, Padova, Milano e Sant’Angelo in Vado, nonché le abitazioni dei soggetti coinvolti nell’indagine, sequestrando documentazione contabile, bancaria e informatica che sarà oggetto di ulteriore analisi.

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