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Il materiale sequestrato dalla polizia provinciale di Padova

Il materiale sequestrato dalla polizia provinciale di Padova

Bracconaggio ittico nel canale a Candiana: maxi sequestro di reti

Sono stati recuperati dall'acqua una trentina di attrezzi per la pesca vietati. L'attività aveva già fruttato al bracconiere - al momento non ancora identificato - oltre 30 chili di pesce rimasto intrappolato nelle reti

In barba a leggi e regolamenti, lungo le sponde del canale Barbegana a Candiana c'era chi, con una trentina di reti e bertovelli, "pescava", anche se il termine corretto è "intrappolava", grandi quantità di pesce che, una volta entrato, non riesce più a uscire.

MAXI-SEQUESTRO. A porre fine a questo eclatante caso di bracconaggio ittico ci hanno pensato, all'alba di domenica mattina, sfidando il freddo e le acque gelide del canale, la polizia provinciale (Nucleo Nautico) con le guardie particolari giurate volontarie ittiche dell’associazione Federpesca. Nel blitz sono stati sequestrati tutti gli attrezzi illegali: trenta reti da pesca ognuna di circa 2 metri di lunghezza per 40-50 centimetri di larghezza. Due tra le reti da pesca recuperate sono risultate delle vere e proprie trappole artigianali in grado di sbarrare oltre 3 metri di fiume e di catturare, come fosse un imbuto chiuso, grandi quantità di pesce: 30 i chili di pesce intrappolato in quel frangente e liberati.

sequestro reti bracconaggio ittico Candiana1-2SULLE TRACCE DEL BRACCONIERE. “Era da qualche tempo che la situazione veniva monitorata - ha dichiarato il comandante della Polizia provinciale Cino Augusto Cecchini - L’appostamento eseguito dalle guardie è iniziato, nonostante il freddo e la neve, già prima dell’alba. Il bracconiere non si è però fatto vedere, così abbiamo preferito procedere al recupero delle reti. Per la quantità di reti da pesca ritrovate, quest’operazione verrà ricordata tra le azioni di repressione più incisive operate in materia ittica. Le indagini per rintracciare il bracconiere sono ancora in corso. Non escludo, pertanto, che l’attività eseguita a carico d’ignoti possa essere contestata quanto prima al soggetto reo”.

IL PLAUSO DEI RESIDENTI. “Una maxi operazione che non è passata inosservata - ha spiegato l’assessore provinciale alla Polizia provinciale Enrico Pavanetto - tant’è che molti dei residenti sono scesi lungo l’argine per complimentarsi con il personale in divisa”.

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