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La corte d'appello di Venezia conferma la condanna a due anni per i genitori di Eleonora Bottaro

Nel giugno del 2019 la prima condanna dal giudice monocratico di Padova, poi il ricorso fatto dalla famiglia, ora la decisione della corte d'appello

La corte d’Appello di Venezia ha confermato la condanna a due anni ciascuno per Lino Bottaro e Rina Benini, genitori di Eleonora Bottaro, la giovane padovana di Bagnoli di Sopra, morta a causa di una leucemia nell’agosto del 2016. I coniugi sono imputati per omicidio colposo aggravato dalla prevedibilità dell’evento, visto che la famiglia si era sempre opposta alle cure tradizionali scegliendo per la ragazza il metodo antiscientifico Hamer, che cura i tumori con vitamina c e psicoterapia.

Processo

I coniugi Bottaro erano stati prosciolti in udienza preliminare, poi il procuratore aggiunto di Padova, Valeria Sanzari, ha fatto ricorso e ha vinto, ottenendo che per i coniugi si tenesse un regolare processo. Nel giugno del 2019 la prima condanna dal giudice monocratico di Padova, poi il ricorso fatto dalla famiglia, ora la decisione della corte d'appello.

Eleonora

Eleonora Bottaro era stata colpita dal tumore all’età di 17 anni e uno dei primi a visitarla fu il compianto professor Giuseppe Basso, primario di oncoematologia pediatrica di Padova, deceduto per covid due mesi fa. Il professor Basso era convinto che la sua paziente si sarebbe ripresa in brevissimo tempo grazie anche agli enormi passi da gigante della scienza in materia di leucemie infantili. I genitori però, Lino e Rina, non volevano sentir parlare di chemioterapia. La ragazza morirà nell’agosto del 2016, dieci giorni dopo il suo 18mo compleanno.

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