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Natale 2013, assalto ai negozi per il regalo utile e pranzo in famiglia

Confesercenti registra un andamento positivo nelle vendite nella provincia di Padova, anche se in leggera flessione rispetto al 2012. L'86% trascorrerà la cena della vigilia e il pranzo di Natale in casa o da parenti e amici

"Nonostante il crollo dei consumi, il weekend appena chiuso è stato salutato positivamente dalla maggioranza dei negozianti - dichiara Nicola Rossi, presidente di Confesercenti, nel tracciare un primo bilancio e le aspettative di acquisto e scelte dei padovani per le festività natalizie - Le vie commerciali, i centri storici di quasi tutti i principali comuni della provincia sono state prese d’assalto nel pomeriggio di sabato e di domenica. Le vendite nei negozi danno qualche segnale positivo. Siamo un po’ al di sotto del 2012 ma tantissime le persone che in questo fine settimana si sono riversate nei negozi per cercare un regalo".

LEGGERA FLESSIONE, MA IN RIPRESA. Secondo l'indagine di Confesercenti, come da previsione vince il regalo utile: prodotti alimentari, prodotti per la casa (sia tessili che attrezzi da cucina), maglieria e intimo, accessori per la casa, prodotti per la scuola. In ripresa i libri. Cresce il regalo simbolico (saponi profumati, prodotti di bigiotteria e piccola pelletteria, stelle di natale, piccola cartoleria) per non dimenticarsi degli amici. "Ci aspettiamo una vigilia di fuoco - aggiunge Rossi - ma anche nelle giornate dal 27 al 31 dicembre siamo convinti che i consumatori ci daranno una gradita sorpresa (non sono poche le aziende che per problemi economici stanno pagando le tredicesime proprio in questi giorni). Credo che saranno perfettamente rispettate le nostre previsioni, seppur con una leggera flessione rispetto al 2012, questo fine anno tra spese per i regali e acquisti per la casa e la famiglia, molti negozianti vedranno finalmente rosa".

IL PRANZO. La stragrande maggioranza dei padovani effettuerà il pranzo della vigilia e quello di Natale in casa o da parenti o amici (86% in crescita rispetto al 2012, che era l’83%). Saranno quindi quasi ottocentomila i padovani a casa e spenderanno quasi 45 milioni di euro, mediamente quasi 150 euro a famiglia. I menù famigliari sono legati ai piatti tipici della tradizione, magari rivisitati in chiave moderna, cresce il numero dei maschi che cucineranno a casa il pranzo di Natale. Le scelte delle famiglie nel loro menu saranno improntate a cibi sani, meno portate e più qualità, le famiglie il più allargate possibili, con la sicurezza della buona cucina e dello stare in famiglia almeno in questa giornata. Al ristorante saranno il 6% delle famiglie e spenderanno quasi 2,5 milioni di euro distribuiti tra i quasi mille tra ristoranti, trattorie e agriturismi che hanno organizzato il cenone della vigilia e il pranzo. I menu saranno molto legati alla tradizione anche se continua la crescita dei menù natalizi a base di pesce. Il prezzo varia dai 40 ai 120 euro e in molti ristoranti c’è già il quasi completo.

LAVORO O VACANZE. Un altro 5% sarà in vacanza in Italia o all’estero. In leggera flessione rispetto al 2012, sceglieranno vacanze brevi, anzi brevissime in molti casi con un budget inferiore ai 300 euro. Tra coloro che andranno in vacanza la maggioranza preferisce andarci per Capodanno. In crescita coloro che scelgono la montagna anche se al primo posto continua la vacanza culturale preferibilmente nelle città d’arte o nelle capitali europee. La spesa media destinata alle vacanze per i padovani si assesta attorno ai 700 euro con un calo del 9% rispetto al 2012. Quasi 8 mila padovani il Natale lo trascorreranno al lavoro.

ADDOBBI.  Molti gli addobbi natalizi riciclati dagli anni precedenti. Nelle case dei padovani trionfa l’albero di Natale, il 33% ha fatto solo l’albero, un altro 36% ha fatto sia l’albero che il presepe mentre un 7% ha fatto solo il presepe. Complessivamente cresce anche il numero di coloro che fanno il presepe anche sollecitati dai vari concorsi promossi nella provincia. La stragrande maggioranza ha scelto un albero sintetico, colori preferiti bianco e nero. Molti Comuni hanno aderito alla proposta della Confesercenti di limitare le spese per luminarie destinando gli importi a buoni spesa per le famiglie da spendere negli esercizi di vicinato del comune.

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