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Fondi pubblici per ritinteggiare casa, sperperati 60mila euro: preside indagata

Tutto ha inizio nel 2011, quando il figlio della dirigente scolastica apre un'associazione sportiva allo scopo di organizzare corsi psicomotori per bambini

Abuso di ufficio e malversazione a danno dello Stato. Indagata la preside sessantenne di un istituto di Cittadella, accusata - come riportano i quotidiani locali - di avere impiegato 60mila euro di fondi pubblici per spese personali, come l'acquisto di un divano o ritinteggiare casa.

ABUSO DI UFFICIO. Tutto ha inizio nel 2011, quando il figlio della dirigente scolastica apre un'associazione sportiva allo scopo di organizzare corsi psicomotori per bambini. La donna si occupa di questioni amministrative e di gestione. Da quel momento al 2015, all'associazione sarebbero stati erogati ben 150mila euro di fondi comunali. Un importo considerevole, secondo la Guardia di Finanza, che accusa la preside di avere fatto leva sul proprio ruolo per ottenere i finanziamenti. Di qui, l'accusa di abuso di ufficio mossa dal pubblico ministero titolare delle indagini Sergio Dini.

MALVERSAZIONE A DANNO DELLO STATO. Ma le perquisizioni delle fiamme gialle a casa della donna, nella scuola che dirige e nella sede della società sportiva del figlio (sono stati sequestrati diversi documenti utili a chiarire la posizione della sessantenne), oltre alle testimonianze di chi ha effettuato lavori nell'abitazione della dirigente scolastica (i fornitori sarebbero stati pagati direttamente tramite il conto corrente intestato all'associazione), configurano anche l'ipotesi di reato di malversazione a danno dello Stato, ovvero quando soldi pubblici vengono spesi per scopi differenti da quelli per cui sono stati erogati.

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