Continua l'attività anti-spaccio della Squadra mobile: tre pusher arrestati

I primi due sono stati individuati dopo appostamenti e osservazioni, il terzo è stato visto spacciare alla fermata dell'autobus

Tre pusher arrestati dalla Squadra mobile: due sono in carcere, il terzo è stato colpito dal divieto di dimora in provincia di Padova.

Il controllo

Lunedì 23 novembre i poliziotti della Mobile, durante un controllo antispaccio, sono andati in via Bramante dove, dopo appostamenti e indagini, hanno individuato un’abitazione nella quale vivono dei cittadini stranieri sospettati di attività di spaccio. All’interno hanno identificato due nigeriani: un 35enne pregiudicato per reati contro il patrimonio e la persona, diverse volte visto circolare con spacciatori, e un 30enne destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare del tribunale di Pordenone per la sua attività di spaccio a Portogruaro (Venezia) perpetrata dal giugno 2019 all’aprile 2020. Fatti entrare i colleghi della squadra cinofili, è iniziata la perquisizione. Sono stati trovati tre ovuli con 40 grammi di cocaina nascosti in un calzino dentro un vaporizzatore per ambienti, e due involucri con 30 grammi di eroina già suddivisa in 25 dosi questa volta nascosti nella tasca di una giacca trovata in un armadio. C’erano anche due pasticche di ecstasy dentro un fazzoletto. Arrestati, il pm di turno Marco Brusegan ha deciso l’accompagnamento in carcere.

Lo scambio

Lo stesso giorno i poliziotti della Mobile hanno effettuato un servizio di osservazione in via Codalunga perché attorno alle fermate degli autobus si fermano sempre degli spacciatori. E infatti non ci è voluto molto prima di notare due persone che parlottavano vicine. Uno dei due ha dato una banconota all’altro e pochi secondi dopo è arrivata una terza persona su una bici che prendeva un involucro dalle mutande e lo consegnava al compratore. I poliziotti hanno bloccato i due dopo un breve inseguimento: l’involucro conteneva 8 dosi di marijuana. Il pusher, un 30enne nigeriano, era già stato condannato a otto mesi di reclusione per spaccio nel gennaio 2019 e ad altri otto mesi nell’ottobre dello stesso anno per il medesimo motivo. È finito in manette.

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