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Tentano la truffa dello specchietto ai danni di una suora 77enne, denunciati dalla polizia

A finire nei guai un 37enne e un 23enne originari di Catania che con l'aiuto di un carboncino avevano simulato un incidente, incolpando l'anziana. Colti in flagranza dagli agenti

Avevano individuato in una suora 77enne la prossima vittima della truffa dello specchietto ma non avevano fatto i conti con la sua arguzia e con la polizia, che li ha scoperti in flagranza di reato.

TENTATA TRUFFA. A finire nei guai martedì pomeriggio un 37enne e un 23enne originari di Catania: i due, all'altezza del cavalcavia Camerini, hanno fatto cenno alla religiosa, originaria di Vicenza ma residente a Mestrino, di accostare l'auto e fermarsi. A loro dire, infatti, la suora, alla guida di una Fiat Punto di proprietà della scuola materna "Ave Maria" di Mestrino di cui è responsabile, in fase di sorpasso, aveva danneggiato lo specchietto retrovisore del veicolo su cui viaggiavano, un'altra Fiat Punto. 

LA SUORA NON CI CASCA. L'anziana, che effettivamente aveva udito un colpo provenire dal lato destro della sua macchina, ha arrestato l'auto in via Sacro Cuore. Scesa dal mezzo, ha notato una rigatura nera tra la portiera e il parafango posteriore del suo veicolo: secondo uno dei due truffatori, lo striscio era stato provocata dall’urto; la religiosa però si è accorta che la linea scura sulla carrozzeria si cancellava e ha capito tutto. Alterato, l’uomo ha iniziato a minacciarla: se non avesse risarcito immediatamente il danno provocato, avrebbe chiamato le forze dell’ordine.

L'INTERVENTO "PROVVIDENZIALE" DELLA POLIZIA. Non ce n'è stato bisogno. Perché il caso ha voluto che una volante della polizia si trovasse a passare proprio in via Sacro Cuore e che gli agenti, notando la religiosa discutere con l'uomo e scorgendo un altra persona ferma sul lato guida del veicolo, decidessero di verificare cosa stesse accadendo. Sull'auto dei due malviventi, i poliziotti hanno trovato un pezzo di carboncino, che evidentemente era stato utilizzato per rendere verosimile la messinscena e simulare una rigatura sulla portiera. 

TRUFFATORI "SPECIALIZZATI". I due siciliani sono stati portata in Questura e indagati in concorso tra loro in stato di libertà per tentata truffa: entrambi erano già noti alle forze dell’ordine in quanto specializzati nelle truffe con la tecnica dello specchietto rotto. La loro auto, la stessa Fiat Punto sulla quale sono stati fermati, era ricercata per analoghi episodi, a loro imputabili, verificatisi in diverse altre città d’Italia.

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