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Gli rubano la macchina fotografica Lui la ritrova in vendita e li inchioda

Un fotoreporter ha riconosciuto la sua fotocamera tra gli apparecchi disponibili su Subito.it. Un agente si è finto il "potenziale acquirente" e la coppia di ladri, tra cui una 23enne padovana, è stata denunciata

Rubavano apparecchi elettronici e li rivendevano sul portale di vendite online Subito.it. La truffa, messa in atto da una 23enne padovana, assieme ad un complice, un 31enne ganese, è però stata smascherata dall'occhio attento di un fotoreporter, che ha riconosciuto come sua una delle macchine fotofìgrafiche che la coppia aveva messo in vendita sul sito.

LA DENUNCIA. Nei giorni scorsi aveva contattato la polizia postale per comunicare che sul portale di acquisti in rete aveva notato una "Canon Eos Rebel T2i", al prezzo di 900 euro e che, dalle visione delle immagini riportate sull’annuncio, l'aveva riconosciuta come la propria, rubatagli nel novembre 2012 dalla propria abitazione. Il cittadino, di Verona, non ha avuto dubbi che fosse proprio lei. Sull’obiettivo, infatti, era ancora presente una fascia di gomma con la dicitura “Terramia New York 2012” che lui stesso aveva inserito, avendo partecipato all’evento come fotoreporter. Gli investigatori della polizia postale hanno così fatto scattare la trappola e concordato, assieme al denunciante, un incontro con il venditore per visionare la macchina davanti alla stazione dei treni di Verona Porta Nuova.

LA TRAPPOLA. All’appuntamento era così giunta una giovane coppia a bordo di un’auto. Il ragazzo era rimasto a bordo mentre la giovane padovana, dentro i locali dello scalo ferroviario, aveva mostrato al potenziale acquirente, impersonato da uno degli investigatori, la macchina fotografica completa di obiettivo. E così, dopo aver verificato che il seriale dell'apparecchio era proprio quello indicato dal denunciante, gli agenti della Postale, assieme ai colleghi della polizia ferroviaria, hanno provveduto al fermo dei due giovani, entrambi già con precedenti per furto, e quindi denunciati a piede libero per il reato di ricettazione. Il magistrato di turno ha coordinato l’attività disponendo la perquisizione personale e locale a carico dei due, il cui esito ha portato al sequestro di materiale informatico e telefoni cellulari in uso ad entrambi.
 

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