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Massimo Bossetti e Yara Gambirasio

Massimo Bossetti e Yara Gambirasio

Omicidio di Yara, si apre il processo Il sostenitore di Bossetti da Padova

Il commercialista padovano Giuseppe Nasuti è partito venerdì all'alba per guadagnarsi un posto tra le prime file al tribunale di Bergamo. Non crede che il muratore abbia ucciso la 13enne di Brembate di Sopra

C'era anche il padovano Giuseppe Nasuti, commercialista, venerdì, davanti al tribunale di Bergamo, all'apertura del processo contro Massimo Bossetti, accusato dell'omicidio di Yara Gambirasio, la 13enne scomparsa da Brembate di Sopra il 26 novembre 2010, il cui corpo fu ritrovato tre mesi dopo senza vita a pochi chilometri da casa. Nel giugno 2014, il muratore venne arrestato per il suo assassinio, ma Nasuti non ha mai creduto alla sua colpevolezza.

L'INNOCENTISTA PADOVANO. È partito all'alba per guadagnarsi un posto tra le prime file ed assistere al processo. Come lui, molti altri, che su Facebook hanno anche creato pagine a sostegno dell'innocenza di Bossetti. "La verità è che non hanno in mano niente - ha dichiarato Nasuti - e quella del dna è una prova farlocca".

L'AVVOCATO DI BOSSETTI. "Meno male che ci sono persone come queste - ha commentato Claudio Savagni, l'avvocato difensore del muratore  - danno una grande carica di energia: un anno fa sembrava che fossero in pochi a dubitare della colpevolezza di Bossetti, ma mi accorgo giorno dopo giorno che il dubbio si sta insinuando e diffondendo sempre di più".

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