«Come si potrà riaprire nella “Fase 2”?»: i negozi di abbigliamento si interrogano sulle norme igieniche

A porre la questione è Riccardo Capitanio, presidente di Federmoda Ascom Confcommercio Padova. Bertin: «Questo arrivare all'ultimo minuto per ogni decisione è una sofferenza nella sofferenza»

«Diciamo che stiamo assistendo ad una disinformazione storica dal momento che nessun decreto parla di sanificazione all'ozono o altri tipi di macchinari che ci vengono invece proposti come obbligatori. Siamo sottoposti ad un fuoco di fila ad opera di società che citano non meglio precisati decreti legge per venderci di tutto, dalle macchine ai pannelli in plexiglass. Il consiglio che rivolgo ai colleghi è di aspettare le eventuali norme e non procedere al fai da te»: la denuncia arriva da Riccardo Capitanio, presidente di Federmoda Ascom Confcommercio Padova.

Accorgimenti

Il tutto, ovviamente, accompagnato da una domanda: quando potranno riaprire i negozi di abbigliamento? Perché per questo comparto sussiste anche il problema della prova dei capi di vestiario, tanto che Capitanio aggiunge: «Nelle scorse settimane abbiamo aperto in piena fase emergenziale i negozi da bambino senza nessun vincolo particolare sia per la prova che per il reso». Al momento, dunque, le uniche avvertenze restano sempre le stesse: oltre a quelle generali valide per tutti e che abbiamo imparato fin dal primo momento (no ai contatti ravvicinati, lavaggio frequente ed accurato delle mani, non toccarsi bocca naso e occhi, ecc.), i negozi devono seguire un supplemento di accorgimenti (mascherine e guanti obbligatori, accessi scaglionati in base alla metratura, ecc.), oltre ad una pulizia frequente delle superfici esposte (con particolare attenzione a camerini, maniglie delle porte, cassa, vetrine, servizi igienici, ecc.). «Sono certo - continua Capitanio - che qualcos'altro si andrà a sommare a questi accorgimenti, ma credo sarebbe un errore anticipare acquisti che potrebbero rivelarsi inutili se non addirittura controproducenti».

Fase 2

Se questo è il consiglio, resta pur sempre il problema dei tempi di adeguamento alla "fase 2". E a tal proposito interviene Patrizio Bertin, presidente di Ascom Confcommercio Padova: «Sarà perchè siamo abituati a ragionare di approvvigionamenti, merce in magazzino e tempistica precisa, ma questo arrivare all'ultimo minuto per ogni decisione è una sofferenza nella sofferenza. Anche in questo caso, così come in molti altri verificati in queste settimane di grave crisi e di autentico sconforto, potersi preparare ha un valore importante quanto se non di più della possibilità di riaprire».

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