Economia

Imposta di soggiorno, crollano gli incassi: più di tre milioni di ristori per il Padovano

La riduzione del gettito registra il valore massimo nel Padovano (-62,8%). Oltre 3 milioni di euro di ristoro vanno ai Comuni della provincia, dei quali quasi 1,3 milioni finiscono nelle casse di Abano Terme, circa 1,1 milioni a Padova e 563mila a Montegrotto Terme

Per il settore turistico del Veneto il 2021 è l’anno della ripartenza. Ci vorrà però del tempo per recuperare il volume di arrivi e presenze pre-covid, ma anche per tornare al livello di gettito 2019 dell’imposta di soggiorno.

Imposta di soggiorno

Infatti, secondo l’ultimo studio della Fondazione Think Tank Nord Est, nel 2020 gli incassi dell’imposta di soggiorno nei Comuni del Veneto sono scesi complessivamente del 56%, passando da 84,9 milioni di euro a 37,3 milioni. Si tratta di una flessione significativa per i bilanci dei 137 Municipi veneti che hanno introdotto l’imposta: nei principali Comuni turistici vale in media il 12,5% delle entrate tributarie, con punte di quasi il 29%. La riduzione del gettito registra il valore massimo nel Padovano (-62,8%) e il minimo nel Bellunese (-48,6%). Per far fronte alla diminuzione degli incassi, il Governo ha deciso di intervenire, stanziando ben 350 milioni di euro (l’anno scorso in totale furono 400) quale ristoro parziale delle minori entrate derivanti dall’imposta di soggiorno. La prima tranche di contributi, pari a 250 milioni di euro, è stata ripartita sulla base dell’effettiva perdita di gettito registrata dai Comuni nel periodo marzo 2020 - febbraio 2021, rispetto ai dodici mesi precedenti.

Province

I Municipi del Veneto hanno ottenuto dallo Stato quasi 37 milioni di euro, una cifra che copre il 43,5% degli incassi del 2019, prima della pandemia. Si tratta di uno stanziamento importante, che verrà integrato da una seconda (ma più contenuta) tranche entro fine ottobre. La quota maggiore dei contributi statali va ai Municipi veneziani, che ottengono un acconto di 23,5 milioni di euro, di cui oltre 18 milioni spettanti a Venezia. Jesolo riceve 1,6 milioni di euro, mentre San Michele al Tagliamento quasi 1,4 milioni, Cavallino-Treporti oltre 900 mila euro e Caorle circa 840 mila. Alla provincia di Verona spettano 7,5 milioni di euro, di cui quasi 3 milioni al capoluogo scaligero, circa 840 mila a Peschiera del Garda, 752 mila a Bardolino, 684 mila a Lazise, circa 550 mila a Malcesine. Oltre 3 milioni di euro di ristoro vanno ai Comuni del padovano, dei quali quasi 1,3 milioni finiscono nelle casse di Abano Terme, circa 1,1 milioni a Padova e 563 mila a Montegrotto. Poco più di 1,2 milioni di euro vengono destinati al Bellunese, con quasi 800 mila euro a Cortina. I Municipi della provincia di Treviso ottengono un contributo di 835 mila euro: al capoluogo trevigiano ne spettano quasi 188 mila, mentre a Mogliano circa 138 mila. Al Vicentino viene stanziato poco meno di mezzo milione di euro, di cui oltre 350 mila alla città di Vicenza. Infine, il Polesine riceve meno di 200 mila euro, distribuiti tra Rosolina e Porto Tolle.

Ristori

«Si tratta di un cospicuo stanziamento di risorse - commenta Antonio Ferrarelli, presidente della Fondazione Think Tank Nord Est - che consentirà ai Comuni di proseguire il proprio piano di interventi in materia di turismo. E’ però fondamentale che si rispetti la finalità dell’imposta di soggiorno: una tassa di scopo istituita proprio per sostenere il settore turistico. Questo comparto ha bisogno di grandi investimenti nei prossimi anni e di progetti di area vasta condivisi tra più amministrazioni locali. In questa prospettiva - propone Ferrarelli - i contributi potrebbero anche stimolare l’iniziativa privata su specifici progetti per aumentare la competitività delle destinazioni, a partire dal miglioramento dell’accessibilità, l’allungamento della stagione per favorire la redditività delle imprese, l’integrazione dell’offerta con proposte basate su eventi, cultura ed agroalimentare al fine di attirare nuove tipologie di clienti ed intercettare nuovi mercati»

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